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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi
(David Randall, Autobiografia di un’infanzia felice; su Internazionale n.1069 del 19/25 Settembre 2014)

(David Randall, Autobiografia di un’infanzia felice; su Internazionale n.1069 del 19/25 Settembre 2014)


49 note Tags: l'odore della carta ben(e)detto

(Davide Enia, Uomini e pecore; EDT, collana Allacarta, 2014)

(Davide Enia, Uomini e pecore; EDT, collana Allacarta, 2014)


21 note Tags: l'odore della carta ben(e)detto

tutte le leggi di natura, delle quali, certo, ve ne potete fregare, ma per le quali soffrite, invece loro non soffrono.

— (Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, 1864; trad. Paolo Nori, Voland, ebook, 2012)


6 note Tags: l'odore degli elettroni ben(e)detto

Non solo non sono stato capace di diventare cattivo, non sono stato capace di diventare niente: né cattivo, né buono, né disonesto, né onesto, né un eroe, né un insetto. Adesso vivacchio, oramai, nel mio angolino, dicendo che sono cattivo, eccitandomi con una malvagia, inutile idea consolatoria, che un uomo intelligente non può seriamente diventar niente, e che diventan qualcuno soltanto i coglioni.

— (Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, 1864; trad. Paolo Nori, Voland, ebook, 2012)


92 note Tags: l'odore degli elettroni ben(e)detto

(ma veh) è già passato un anno.

(ma veh) è già passato un anno.


11 note Tags: barabbate barabbisti citarsi addosso auguri ricorre

Un po’ di pietà per tutti. (Ugo Cornia, Animali (topi gatti cani e mia sorella); Feltrinelli, 2014)

Un po’ di pietà per tutti. (Ugo Cornia, Animali (topi gatti cani e mia sorella); Feltrinelli, 2014)


10 note Tags: l'odore della carta ben(e)detto

Nel 1923, mentre la sua troupe girava La febbre dell’oro, nello studio ci fu una discussione movimentata a proposito della trama. Una mosca continuava a distrarre la loro attenzione, così Chaplin, furioso, chiese uno scacciamosche e tentò di ammazzarla. Non ci riuscì. Un istante dopo la mosca atterrò sul tavolo accanto a lui, a portata di mano. Lui impugnò lo scacciamosche per colpirla, poi si fermò di botto e lo rimise giù. Quando gli altri gli chiesero perché, lui li guardò e disse: “Non è la stessa mosca”.

— (John Berger, Appunti sull’arte di cadere; su Internazionale n.1067, 5/11 settembre 2014)


18 note Tags: l'odore della carta l'odore della celluloide ben(e)detto

Va un signore verso sera
per il Corso Nevskij, a zonzo:
prova un fremito, ad un tratto,
in un posto delicato.
Quella dama col cappuccio
sembra proprio una sgualdrina:
che sia uscita a passeggiare
così, solo per diletto?
Quel signore la rincorre
come andandosene a spasso;
quella accelera il cammino,
sculettandogli davanti.
Presso il ponte di Kazan’
gira verso la sinistra:
le calpesta lui la coda,
e si volge la pulzella.
Si scusò egli con garbo,
e attaccò con lei discorso:
“Che, vi posso accompagnare?
Chi va in giro così tardi?”
“Questa strada non è vostra;
e del resto, a Dio piacendo,
non son cieca, ed anche sola
so trovare il mio cammino.”
Lui la segue, sempre dietro.
Lei diventa un po’ più mite,
e la coppia si ritrova
al cospetto di un portone.
Bussa a un piccolo portello:
“Ehi, portiere! Forza: apri!”
Quello brontola assonnato:
“Ma che razza di padrona!”
Entrò allora nell’ingresso.
“State attento al bel vestito!
Qui è bagnato dappertutto:
non sporcatevi le scarpe!…”
Salì il nostro bel signore
sempre dietro alla signora
fino in cima, al quinto piano,
per le scale molto strette.
Entra, accorto, in una stanza
su una fetida cucina;
ma che odore c’è di cesso,
una puzza bella e buona!
Qui lo prende già la foia,
le solleva la sottana.
“State fermo, ma che fate!”
lei gli dice, e aggrotta il labbro.
Lui si leva la mantella:
prende a darsi un bel daffare,
via anche il frac, e poi sul letto
si distende con la dama.
All’amor dato il tributo,
egli chiede di lavarsi.
La signora gli fornisce
il catino e una salvietta.
Dopo essersi lavato,
si rovista nella tasca;
già s’attende cinque rubli
la pulzella sul divano!…
Ma lui fece: “Non ho soldi,
ho scordato il borsellino.”
“Ma sei proprio uno scroccone!”
gli risponde lei, delusa.
Della fiaba il senso è questo:
nella trepida speranza,
mai, ragazze, darla a sbafo,
incassate invece prima!

— Mai, ragazze, darla a sbafo (La passeggiata della sera; poesia allegata a Nikolaj Gogol’, Due storie pietroburghesi, trad. Cesare G. De Michelis, Voland, ebook, 2012)


8 note Tags: l'odore degli elettroni cose di poesia ben(e)detto


Dopo anni senza esprimere giudizi sul conflitto israelo-palestinese – trascorsi, a suo dire, «cercando di non pensare a Israele, che non ha più a che fare con me» – Art Spiegelman, autore di una delle più importanti opere sull’Olocausto, Maus, ha infine ceduto e ha detto la sua in proposito: «Israele è come un bambino con un Disturbo Post Traumatico da Stress per essere stato picchiato che ora è cresciuto e picchia gli altri.»
Una dichiarazione laconica ma decisa, arrivata su Facebook a margine della presentazione di un’opera/collage realizzato per la rivista The Nation, che tratta proprio tale argomento

(via Fumettologica)

Dopo anni senza esprimere giudizi sul conflitto israelo-palestinese – trascorsi, a suo dire, «cercando di non pensare a Israele, che non ha più a che fare con me» – Art Spiegelman, autore di una delle più importanti opere sull’Olocausto, Maus, ha infine ceduto e ha detto la sua in proposito: «Israele è come un bambino con un Disturbo Post Traumatico da Stress per essere stato picchiato che ora è cresciuto e picchia gli altri.»

Una dichiarazione laconica ma decisa, arrivata su Facebook a margine della presentazione di un’opera/collage realizzato per la rivista The Nation, che tratta proprio tale argomento

(via Fumettologica)


20 note Tags: gente che disegnano l'odore della blogsfera ben(e)detto

Il giorno odierno è un giorno di supremo giubilo! In Spagna il Re c’è. È saltato fuori. Quel Re sono io. Solo oggi, giustappunto, sono venuto a saperlo. Francamente, sono stato improvvisamente illuminato, come da un lampo. Non capisco come abbia potuto pensare e immaginarmi d’essere un Consigliere Titolare. Come abbia potuto venirmi in mente quest’idea strampalata, mattoide. E va ancora bene che non sia venuto in testa a nessuno, allora, di rinchiudermi in manicomio. Adesso mi è tutto chiaro, di fronte a me. Adesso vedo tutto come sul palmo della mano. Mentre prima, non capisco, prima di fronte a me era tutto come annebbiato. E questo càpita sempre, suppongo, per via del fatto che la gente s’immagina che il cervello umano si trovi in testa; proprio per niente: è il vento che lo porta, dalla direzione del mar Caspio.

— (Nikolaj Gogol’, Brandelli dal memoriale d’un matto, 1834-35; in Due storie pietroburghesi, trad. Cesare G. De Michelis, Voland, ebook, 2012)


6 note Tags: l'odore degli elettroni ben(e)detto