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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi
Alzi la mano chi non si gratta mai i coglioni.

— (Cesare Zavattini, Dalle mie parti, in Stricarm’ in d’na parola, in Opere 1931-1986, Milano, Bompiani 2001, p. 908 - via Paolo Nori)


7 note Tags: l'odore della blogsfera ben(e)detto

Non si può dire di conoscere Shakespeare senza averlo letto nella versione Klingon.

— Cancelliere Gorkon (Star Trek VI - Rotta verso l’ignoto)


14 note Tags: l'odore della celluloide sci fi nerdismo

(c’era da scegliere tra fuck buttons a soliera e paolino paperino band a correggio) (presso Festa Correggio Pd)

(c’era da scegliere tra fuck buttons a soliera e paolino paperino band a correggio) (presso Festa Correggio Pd)


6 note Tags: delle foto La Musica è finita

(Fernando Pessoa, Il poeta è un fingitore. Duecento citazioni scelte da Antonio Tabucchi; Feltrinelli, 1995)

(Fernando Pessoa, Il poeta è un fingitore. Duecento citazioni scelte da Antonio Tabucchi; Feltrinelli, 1995)


40 note Tags: l'odore della carta ben(e)detto

(heimat) (presso Corso Marconi)

(heimat) (presso Corso Marconi)


6 note Tags: delle foto terremoto 2012 ah l'Emilia

(Fernando Pessoa, Il poeta è un fingitore. Duecento citazioni scelte da Antonio Tabucchi; Feltrinelli, 1995)

(Fernando Pessoa, Il poeta è un fingitore. Duecento citazioni scelte da Antonio Tabucchi; Feltrinelli, 1995)


30 note Tags: l'odore della carta ben(e)detto


6 note Tags: l'odore della celluloide nerdismo l'odore della blogsfera

(cuoricioni) suzanne vega (presso Villa Venier)

(cuoricioni) suzanne vega (presso Villa Venier)


9 note Tags: delle foto La Musica è finita

Né tanto, né a tal punto, né fino a… (Marina Cvetaeva, Le notti fiorentine; trad. Serena Vitale; Voland, ebook, 2011)

Né tanto, né a tal punto, né fino a… (Marina Cvetaeva, Le notti fiorentine; trad. Serena Vitale; Voland, ebook, 2011)


23 note Tags: l'odore degli elettroni ben(e)detto

Quindi Israele ha vinto. Ma non adesso: da molti anni. Forse dalla Seconda Intifada, se non da prima. Tutto quello che è successo poi, il piombo fuso e le cupole d’acciaio, fanno già parte della cruenta cerimonia trionfale. Israele ha vinto, nell’unico modo in cui poteva probabilmente vincere. Non riusciva a cacciare i palestinesi e non voleva sterminarli; non poteva assimilarli senza rischiare di essere assimilato; e allora li ha recintati, umiliando e stroncando sul nascere qualsiasi embrionale tentativo di formare una classe dirigente. Ogni vittoria ha un prezzo, e ogni tanto in effetti qualche israeliano muore per mano palestinese. Ne uccide più il traffico, ma quando succede l’IDF può dimostrare a tutti i bravi cittadini israeliani la sua forza morale e la sua potenza di fuoco. In modo davvero non dissimile gli Spartani dichiaravano ogni anno la guerra ai loro schiavi Iloti: quella era Sparta, questo è l’Israele di Netanyahu. A noi la cosa non piace e riteniamo che prima o poi debba cessare, in un modo o nell’altro; è un modo molto occidentale di ragionare. Essendo tutti ormai nati in tempo di pace, riteniamo che la guerra sia uno stato eccezionale; che debba finire prima o poi, e sarebbe meglio prima: basterebbe dare un’occhiata migliore ai libri di Storia per capire che l’eccezione siamo noi.

— (Leonardo - Israele ha vinto)


13 note Tags: l'odore della blogsfera ben(e)detto cose di storia