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Sono ferroviere. Cioè: ero, mi devo abituare a dire ero. Quando sono arrivato non mi hanno nemmeno fatto passare per il controllo regolare, sapevano già tutto, mi hanno portato dai capi per la registrazione e mi hanno chiesto di mimare che tipo di lavoro facevo in Italia per le Ferrovie. Zug! mi dicevano, io all’inizio non capivo, poi un sottoufficiale ha tradotto treno e allora Sì, ho detto, io sono un ferroviere e ne so di treni. Ma loro già lo sapevano.
Questa storia è ispirata alla vicenda di Domenico Schiavone, deportato al lager di Dortmund nel 1943, dove lavorava per il ripristino delle rotaie. Una volta, tra il fuoco tedesco e quello americano, preferì tornare nel campo e prenderle di santa ragione per aver tentato la fuga. Il 25 novembre 2010 è stato insignito di una medaglia d’oro alla memoria per la i sacrifici fatti durante gli anni di prigionia.