L’etichetta di Dorella muore. In un’intervista per Sopravvivenza musicale, Bruno dice che:
Avere un’etichetta oggi è completamente diverso dall’averla avuta a partire dalla fine degli anni Novanta, come nel mio caso. Allora era anche una questione politica, c’erano le major cattive che facevano uscire musica corrotta, c’era dall’altra parte il mondo del punk/hardcore con le distribuzioni ai concerti negli squat e l’etica Do It Yourself, con l’allargamento di quest’etica a musiche che erano anche più interessanti e “di rottura”, e i rapporti leali di amicizia con le persone. Potevi avere un’etichetta anche a tempo perso, come me, perché comunque anche un disco che andava male vendeva magari un centinaio di copie, abbastanza per ripagarti la stampa o perderci solo pochi soldi. […] Oggi un disco che va male vende letteralmente 16 copie. Cosa racconto al gruppo? Che gli ho venduto 16 copie? E cosa racconto a mia moglie, che ho investito 2000 euro per stampare un disco che me ne ha fatti entrare 150?
Ecco. Ciao Bar La Muerte. Hai avuto un catalogo della Madonna (che c’è ancora, credo, fino a esaurimento scorte. Saccheggiatelo).
15 note Tags: La Musica è finita indie-ani indipendenza italianz una volta c'era googlereader RIP ciao