Il direttore guardò la donna, quasi avesse davanti l’intera repubblica federata, – e non gli riuscì di proferire parola; nonostante avesse spedito in tutta la repubblica la sua produzione, superando di una volta e mezzo quanto stabilito dal piano, la repubblica ripeteva sempre: dai poco, e si arrabbiava. E ora gli stava di fronte questa donna, esigente come la repubblica, ugualmente priva per ora di ricchezze e di particolare fascino.
«Posso forse baciarla per dei chiodi!» sorrise il direttore.
«D’accordo» acconsentì la Bostaloeva.
Il direttore stupito provò la sensazione di essere completamente – dalla testa ai piedi – di carne e ossa, e anche tutti i suoi organi divennero dotati di sensibilità; prima di allora egli sapeva solo di avere una coscienza che guidava il corpo, ma quanto vi accadeva all’interno gli era sconosciuto.
«E lei non si offenderà?» chiese il direttore, osservando con circospezione lo studio: non si udivano passi, il telefono taceva, il ventilatore ronzava monotono, quasi muto.
«Non mi offenderò» rispose la Bostaloeva «perché ci sono abituata… L’anno passato per ottenere della lamiera mi è toccato abortire. Ma lei, forse, non è così carogna…».
«No» disse con calma il direttore, sedendosi al suo posto. «Dov’è il suo laminato? Stasera lo metterò personalmente in lavorazione, ci vorranno dieci minuti e avrà i suoi chiodi… Mi porti qui il laminato».
Con indifferenza il direttore chinò il capo sulle cose da fare. Fu la Bostaloeva ad avvicinarglisi e a baciarlo con tanto trasporto che in seguito, dopo che fu uscita, il direttore andò in bagno a guardarsi allo specchio per sincerarsi che non fosse rimasta sul suo viso traccia di quella donna, dal momento che non smetteva di percepire qualcosa di estraneo sulle labbra.
— (Andrej Platonov, Il mare della giovinezza; edizioni e/o)
fuckyeah scrittori sovietici caduti in disgrazia.
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