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Ora lo so che sto per dire una cosa molto impopolare, ma la dico lo stesso. Io ci son due cose che penso riguardo alla benzina: la prima è che dovrebbe costare tantissimo, visto che è fatta da animali morti e, come quando ti dicono di finire la bistecca nel piatto ché la vacca, poverina, anche lei, l’han macellata e bisogna renderle omaggio mangiandola tutta, dobbiamo onorarli anche loro, tutti questi animali morti molto antichi che spesso son morti invano; la seconda è che l’aumento della benzina per finanziare la cultura a me, tutto sommato, mi va anche bene. Mi va bene perché penso che ci siano dei campi culturali dove non è mica solo l’artista che deve guadagnare dei soldi secondo un sistema capitalistico e meritocratico di guadagnar dei soldi, come ad esempio la pittura o la scrittura che son cose che l’artista può anche farsi e promuoversi da solo, ma ci son dei campi culturali, mi vengono in mente il teatro, il cinema, la musica classica e contemporanea, dove dentro c’è un bel po’ di gente che lavora che artista non è e nemmeno se lo sogna. In quei casi lì, l’artista, quello che ha scritto la commedia, la tragedia, il monologo, la musica, eccetera, lui dovrebbe prendere i soldi seguendo il sistema capitalistico e meritocratico di prendere dei soldi, e cioè se l’opera va bene e piace prendi dei soldi, se va male e non piace ne prendi meno o non li prendi. Ma gli attori, i macchinisti, gli operatori, anche registi, dai, che son lì che mettono in scena un’opera che non hanno scritto loro, che suonano una musica che non hanno scritto loro, che son lavoratori, insomma, devono pur guadagnarsi da vivere, tanto più che il teatro, per dire, è una cosa bellissima, e farlo sparire perché non ci sono lavoratori è più triste che far sparire il fruttivendolo perché c’è la grande distribuzione, che almeno lì la verdura è sempre verdura. E ci metterei, sul piatto, anche la continua riproposizione dei classici, a teatro, e al cinema, che le rassegne di film classici al cinema mi piacciono molto e ci vado sempre, e tutte le cose che senza i soldi delle tasse ce le scordiamo, ché i ricchi che potrebbero finanziare di tasca loro tutto l’ambaradàn culturale, come succedeva una volta, son delle gran capre, almeno in Italia. Poi magari dico una cazzata, anzi, quasi sicuramente, ché siete tutti lì a lamentarvi del cinema italiano che fa schifo e dei soldi che vengono sprecati nel cinema italiano, che fa schifo. Ma tanto io al cinema non ci vado quasi mai. E se ci vado, ci vado a piedi.
Non è tanto il cinepanettone e/o il film di merda (per quanto di certo non aiutano) è che poi ci sono tutti quei film...