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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati (non c'è) storia della musica

@TheRealNimoy

With Jimi in Cleveland. For his memory.

<3 \m/ \//_ eccetera.

@TheRealNimoy

With Jimi in Cleveland. For his memory.

<3 \m/ \//_ eccetera.


4 note Tags: sci fi nerdismo La Musica è finita (non c'è) storia della musica cose così una di quelle cose che mi fanno scoppiare la testa

Allora, sì, è vero: ho lasciato il Mucchio. Nel numero di maggio, quindi, non ci sarò. Non una faccenda da poco, alla luce della mia più che trentennale relazione con la rivista, della quale mi permetto – solo per fornire le giuste coordinate di valutazione a quanti non sapessero – di riassumere in modo schematico le tappe essenziali.
Ci sono entrato nel 1979. Nel 1980 ho ideato lo spazio “Shock”, dedicato a punk, new wave e “nuovo rock” in genere…

Federico Guglielmi è uscito dal Mucchio. Io, da parte mia, visto che con il Guglielmi ci ho avuto a che fare (molto di striscio, è vero, ma abbastanza per apprezzarne le qualità e la competenza e la professionalità e tutte quelle cose lì) quando scrivevo per Fuori dal Mucchio, gli faccio un grosso in bocca al lupo per il futuro. Ché se deve esistere un’editoria musicale, in Italia, ora come ora non la vedo senza Guglielmi che dice la sua, a modo suo, da qualche parte.


3 note Tags: La Musica è finita (non c'è) storia della musica

Poi con Jannacci siamo diventati amici, e me ne onoro, perché sono convinto che i poeti portano fortuna, e Jannacci ha dentro una vena di poesia schietta, sostenuta dal suo amore per la povera gente. Quando canta la storia del suo amico che era andato a fare il bagno, non dice “amico” a caso: la condizione di questo, e di tutti i suoi personaggi, Jannacci la racconta non già dall’alto (in tal caso il suo sarebbe populismo generoso, e basta) ma vivendoci gomito a gomito, come se fosse uno di loro. E lo è: m’ha raccontato come fu la sua infanzia, proprio delle parti dell’aeroporto Forlanini, dove lavorava suo padre, un meridionale.

(Luciano Bianciardi, note di copertina a La Milano di Enzo Jannacci, primo disco in studio di Enzo Jannacci, pubblicato nel dicembre del 1964. Ciao Enzo.)


17 note Tags: (non c'è) storia della musica La Musica è finita gente figa un bel po' RIP ciao

I conti si fanno alla fine, insomma. E io penso che non ci sia niente di male se l’industria discografica è in crisi e produce della gente che viene da un talent show. Ma il talent dura mesi di prime serate e fasce giornaliere, costa un monte di soldi, in parte a carico della produzione dello show, in parte a carico dell’etichetta che investe. Il problema è che poi, in genere, spendi 100 per ottenere 110, e quando l’anno dopo esce un altro concorrente da lì, devi rispendere 100 e sperare che tutto vada come deve, per guadagnare 110. La vecchia maniera non è meglio per nostalgia, per snobismo, per elitarismo: la vecchia maniera funziona che spendi 20 e guadagni 2000. Il primo jet privato con sopra il nome ce l’hanno avuto i Led Zeppelin, non i Monkees. La musica è una meravigliosa macchina da soldi proprio per quel motivo lì. Perché, quando gira bene, costa poco e rende tanto, grazie al fatto che lavora sulla più impalpabile e redditizia delle categorie: l’immaginario. Anche se magari ci mette del tempo, anche se magari all’inizio è per pochi.

— il buon Bordone parla (anche) dei Baustelle, che non mi piacciono, ma sono d’accordo con lui su quasi tutto. Non son d’accordo, per dire, sul termine “elitario”.


Tags: dividing opinions la crisi (non c'è) storia della musica imPOP

Stage diving (lo spiego perché magari non siete tutti ggiovani) stage diving è quando il cantante si tuffa sul pubblico e il pubblico lo tiene su e il cantante nuota sulle braccia del pubblico: a quel punto lo stage diving diventa crowd surfing, nuotare sulla gente. Lo stage diving di Iggy Pop è un archetipo da libretto di storia del rock: c’è la bocca di Mick Jagger, la lingua di Gene Simmons, la gambina tirata su di Ian Anderson, la gambina a papera di Chuck Berry, il braccino a mulinello di Pete Townshend e lo stage diving di Iggy Pop.

[come non letto]: iggy hop! (badabùm) (ribloggare due volte, forse, è peccato)


14 note Tags: gente figa un bel po' gente che sa scrivere (non c'è) storia della musica

alla radio ho sentito la pubblicità del nuovo disco di Jimi Hendrix.


1 nota Tags: gente figa un bel po' (non c'è) storia della musica

Cocaine. Eric Clapton dichiara che a) non l’ha scritta lui, e b) che se l’avesse scritta lui si sarebbe chiamata Coccoine, e che comunque, in forza del fatto che è stato con Lory Del Santo, chiede la parziale infermità mentale, essendo la totale riservata a quelli che sposano Asia Argento.


11 note Tags: bolliti cose così (non c'è) storia della musica

[…] viviamo in un assurdo paese in cui c’è gente che non ascolta più i nuar desir perché il cantante ha ucciso la moglie o che si rifiuta di credere che lindo ferretti sia un personaggio odioso pur di non sconfessare l’infanzia passata ascoltando i cicicipì. come se le due cose si dovessere tenere in un qualche modo, per forza. sarà che io credo un botto nella storia e nel suo lento incedere […] fra cent’anni di piazza cracsi ce ne saranno un botto, lindo ferretti non lo ricorderanno nemmeno i suoi eredi, dei nuar desir qualcosa si leggerà in una enciclopedia esaustiva del roc. silvio berlusconi si esaurirà in un bel bocs di costume su sfondo grigio in un manuale di storia. intitolato il berlusconismo.


Tags: (non c'è) storia della musica

Non c’è la storia del rock, ma c’è la storia di malattia mentale che quel bipolare di Roger Waters decise di raccontare a suo tempo. E per raccontare una storia di disturbo mentale ci voglioni i disturbati, se no si finisce per raccontare solo un disco e tutta la sua di storia. […] Che poi non esiste davvero un lato oscuro della luna. In realtà è tutta scura.

Freddy Nietzsche » I’ve been mad for fuckin’ years. Absolutely years. (via bolso) e con questo post del Bordone chiudiamo pure la questione.


2 note Tags: gente figa un bel po' (non c'è) storia della musica

Kurt Cobain vestito da ospedale a Reading, 1992. Il concerto finisce a piatti rotti e amplificatori presi a calci, e le chitarre come le faceva fischiare Kurt Cobain non le ha più fatte fischiare nessuno. Il concerto che ha rivelato i Nirvana al mondo finisce con Star Spangled Banner, l’inno americano tutto distorto, come Hendrix a Woodstock, però peggio, stonato, da presa per il culo, con il bassista che suona una marcetta sul rullante e il batterista ventenne magrissimo con i capelli ridicoli che si aggira per il palco e spacca tutto. Alla fine Kurt Cobain scende dal palco e regala la chitarra insanguinata alle prime file, chissà le botte che si sono dati per prenderne un pezzo. Se gli Anni Zero sono iniziati l’11 settembre 2001 e sono finiti con l’elezione di Obama, gli anni ‘90 sono iniziati con Cobain che dissacra Hendrix che dissacra gli Stati Uniti, e sono finiti, boh, per me non sono mai finiti. Di sicuro stanno per ricominciare […] E il vento soffia all’indietro ed è vento ghiaccio e rallenta il tempo, e il tempo va indietro nel tempo: i Rage Against The Machine sono primi nella classifica dei singoli natalizi in Inghilterra, è successo veramente, la campagna di Facebook ha funzionato e ora i quattro faranno un concerto gratis per festeggiare, e questa è la storia più bella del Natale 2009, quasi quasi prendo l’aereo, ma chissà che casino, in aeroporto, con questa neve. Killing in The Name usciva proprio mentre Kurt Cobain sfotteva quarant’anni di Chitarrismo Tecnicone e diceva Eccoci qua, fateci divertire, dateci un batterista piccolino e un bassista alto sei metri ed eccoci qua, potremmo tranquillamente essere i Muse o i Placebo o i Greenday, pensateci, la distribuzione delle altezze è la stessa, forse gli anni ‘90 sono stati questa roba qua: il Lungo, il Corto e il Depressone.


30 note Tags: nirvana? ancora? gente figa un bel po' (non c'è) storia della musica