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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati Amen

Domani sera chiude il Mattatoyo. 
245 band italiane e straniere hanno suonato sul palco / 70 djs hanno fatto ballare la pista / 50 tra baristi e cameriere hanno animato le serate / 5 festival (musica e cultura) di fama internazionale
Ci ho bevuto, ci ho suonato, ci ho fatto il dj, abbiamo recitato Schegge di Liberazione. Ciao.

Domani sera chiude il Mattatoyo. 

245 band italiane e straniere hanno suonato sul palco / 70 djs hanno fatto ballare la pista / 50 tra baristi e cameriere hanno animato le serate / 5 festival (musica e cultura) di fama internazionale

Ci ho bevuto, ci ho suonato, ci ho fatto il dj, abbiamo recitato Schegge di Liberazione. Ciao.


1 nota Tags: ciao bei posti Amen

Cantare bene, suonare bene, studiare: questi, oggi, sono atti estremisti (…) per fare l’estremista, insegnerò ai miei figli ad essere onesti.

— Elio, intervistato su Il Fatto Quotidiano (via viaelle:rispostesenzadomanda:aitan:el-hereje:emmanuelnegro:placidiappunti)


63 note Tags: gente figa un bel po' ben(e)detto Amen

Siamo stati dalla loro parte, ma qualcuno avvisi Stewart che non avere un cazzo da dire, spesso, è una buona cosa. Sempre che tu non la metta su disco.


Tags: Amen

We’re interested in anything that’s going to earn us a fair wage. It’s not to say it’s not about art, but we made that art fucking 20 years ago. So forget the fucking goddamn art. This ain’t about the art anymore. I did the arty farty part. Now it’s time to talk about the money.

Black Francis è uno sincero, e io ci stringo la mano.


Tags: gente figa un bel po' Amen riunioni

Tra accettare dignitosamente che il diritto d’autore è morto e danzare briachi intorno al suo cadavere c’è un salto logico che ancora mi sfugge.


Tags: dividing opinions Amen

quando piango, io piango di bbestia

di sid - (sa’a) spritz all’aperol

ve l’avevo già raccontato che qualche anno fa ero a una cena da amici e uno degli amici degli amici era Bruno Lauzi? bon. a me lui m’è sempre piaciuto tanto. il mio amore folle per la sua voce è nato con Ritornerai che io avevo sentito la prima volta quando Nanni Moretti la cantava nel suo film bellissimo che è La messa è finita (che non mi spiego che non lo danno più in TV). Comunque io Bruno Lauzi lo adoravo e Ritornerai la adoravo anche di più.

A quella cena di amici ad un certo punto, che fai?!?, hai Bruno Lauzi lì e non gli chiedi di cantare? eravamo all’aperto, sotto un porticato, lui già non stava bene poverino, comunque si alza e si sposta verso fuori e comincia letteralmente a regalarci uno spettacolo, canzoni, parole, chiacchiere e battute. e io ero lì che da una parte non credevo ai miei occhi e alle mie orecchie e ringraziavo mentalmente la mia buona sorte, dall’altra fremevo. ma no un fremere così en-passant, proprio un fremere-fremere che se lui smetteva di cantare e non mi aveva fatto Ritornerai io potevo schiattare lì, subito, di dolore proprio. e così lui parlava e io sotto bisbigliavo Ritornerai ti prego Ritornerai Ritornerai, ti senti sola, con la tua libertà, Ritornerai, Bruno, Ritornerai.

e lui mi vedeva che bisbigliavo che ero agitata che ero tutta nervosa e proprio devo avergli fatto tenerezza perché è venuto da me a chiedermi che avevo ma con dolcezza, mi ha appoggiato la mano sulla mano e m’ha chiesto (che adesso mi vien in mente che avrà pensato che non ero mica tanto normale ma all’epoca ho pensato che lo amavo) ed io gli ho detto proprio: Bruno se non mi canti Ritornerai io guarda, io muoio.

E lui allora l’ha cantata. a neanche un metro da me. guardandomi per tutto il tempo. ed io piangevo… piangevo… piangevo…diobono quanto piangevo.

il mio fidanzato dell’epoca comincia a darmi della scema che cacchio faccio a piangere in quella maniera, a far quelle scene, che io, lo devo ammettere, io ero ai singhiozzi. il nostro ospite l’ha zittito dicendogli: ma cosa dici? questa è la musica.


2 note Tags: lacrime Amen

Mi sento strano, mi sento malato. Sarà la cinghiala? Sarà la suina? Metto il miele nel tè e sfoglio il Guardian (oh, yes): “Essere malati - scrive Karren Ablaze - significa essere anticonformisti: la malattia ti rende rock n’ roll. Salti la scuola, rimani a casa dal lavoro, e questo fa di te un ribelle. Il tuo corpo, che prima riuscivi a controllare, si rifiuta di rispondere ai tuoi ordini: trema, si agita, suda, ha caldo e ha freddo. Questo è il rock n’ roll: urgenze tenute a bada che a un certo punto esplodono, e tu non puoi farci niente. Sick, twisted and weird: malato, pazzo e strano. Il rock n’ roll non parla mai dei vincitori: quelli che vengono promossi, quelli che estinguono il mutuo, quelli lì non c’entrano niente con il rock n’ roll. Essere sbattuto su un letto da una malattia, invece, può farti sentire il sapore della controcultura. Anche se solo per qualche giorno”. Consolante, no? L’articolo del Guardian ha un titolo bellissimo: Shakin’ all over: why flu is the new rock’n’roll. Poi la flu ti passa, e torni a lavorare. Come se suonare fosse un lavoro.

— è un concetto da approfondire, tipo domani … (disarticoli rulez)


Tags: amen

Ci sono concerti che non si recensiscono. Bisognava esserci. Non per menarla agli altri essendo stati più furbi, non per dire “io c’ero” o cose del genere. Semplicemente perché non si possono raccontare adeguatamente. Neanche la penna di Kafka intrisa nel sangue di Baudelaire che spinge contro la porta del bagno di Walt Disney dove gli effetti speciali di Spielberg si stanno facendo una pera mentre a fianco scopano Carver e Liala… non si riesce proprio a immaginare una cosa del genere.


2 note Tags: gente figa un bel po' amen