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Non ci volevi credere. Non ci volevi credere che Frank Miller ti fosse diventato un alfiere dei luoghi comuni più beceri, di quelli che riempiono il petto dei repubblicani d’America mentre si ingozzano di tacchino la domenica. Un alfiere mezzo fascio e tutto stronzo. Anche a chi ti sbatteva sotto gli occhi quanto fosse destrorso, di fondo, tutto 300, continuavi a ripetere che no, non era possibile, senti. Ché oh, ciccio, come altro vuoi renderla l’epica guerriera di un popolo virile come gli Spartani? Era di Frank Miller che stavamo pur sempre parlando, attenzione: il Frank Miller che ti aveva mandato un Batman vecchio ad affrontare il Superman cagnolino di Reagan. Che in una mini di Sin City sì e l’altra pure se la prendeva con il potere corrotto. Era Frank Miller. ERA.
(In realtà, un po’ lo sapevamo già, più o meno dall’11 settembre di quell’anno là. O da 300, almeno, se ti ricordi, te l’aveva spiegato Leonardo. Poi, ieri è uscita questa esaustivissima recensione del bravo goddamnwalls. E insomma, ciao Frank. Vaffanculo, anche.)
Cinque anni fa, nel 2006, mi ha chiamato Silvia Mantovani, della fondazione Fossoli; Fossoli è una località vicino a Carpi dove c’era il campo di concentramento dal quale, nella seconda guerra mondiale, partivano i deportati per i campi di sterminio del nord Europa. Silvia mi ha detto che la fondazione Fossoli organizzava, da qualche anno, un viaggio per 600 studenti delle scuole superiori della provincia di Modena, e che questi studenti erano accompagnati da storici, musicisti, registi, scrittori e testimoni; un viaggio in treno da Carpi ad Auschwitz; lo stesso viaggio fatto, settant’anni fa, da Primo Levi e da tanti altri insieme a lui […] Ecco. Quest’anno, quel viaggio in treno, non ci sarà. Perché Trenitalia ha rifiutato di dare i treni. Non si capisce bene il motivo: nella lettera ufficiale, del 15 luglio 2011, si dice che a Trenitalia mancano i mezzi; non intesi come soldi (la fondazione Fossoli i treni non li voleva gratis, li pagava, come li ha sempre pagati, più di centomila euro); Trenitalia non ha più i mezzi intesi come treni. Che viene da chiedersi: “Ma se Trenitalia non ha i treni, a cosa serve?”.
Update:
a seguito di un’interrogazione parlamentare e dopo febbrili consultazioni, Trenitalia ha acconsentito a dare un treno fino a Tarvisio. Da lì, si proseguirà con le ferrovie tedesche.
Pensare che lo abbiano orrendamente mutilato solo per fare più accessi su Google plus mi fa arrabbiare. Veramente un peccato. Anche perché Google plus vale più o meno quanto il Ping di Apple. Cioè niente.
Brutti bastardi.
(UPDATE: proviamo così http://delicious.com/barabbaedizioni)
Mi arriva una newsletter che titola così:
ONE DIMENSIONAL MAN… IL SIDE PROJECT DI PIERPAOLO CAPOVILLA E GIULIO FAVERO DE IL TEATRO DEGLI ORRORI
Non la leggo nemmeno.
Clicco “rispondi” e scrivo: “SIDE PROJECT UN CAZZO!”
Oggi sono un po’ nervoso.
Quindi anche Einaudi e gli altri. A una prima occhiata mi sembrano molto cari, alcuni anche più dell’edizione cartacea, e se ho capito bene sono protetti con un DRM e si possono utilizzare soltanto scaricando un software che si chiama Adobe Digital Editions. Se quel che ho scritto è corretto, se li possono tenere (aggiungo che se le cose stanno così chi li compra è un cretino, perché certe volte le cose bisogna dirle esplicitamente, altrimenti non si capiscono).
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