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L’amore è un caminetto (La bohème, opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica; 1895)
Il 13 marzo 1913, cento anni fa, a Mosca, nacque in un’aristocratica famiglia Sergej Vladimirovič Michalkov: padre di due registi piuttosto conosciuti, Nikita Michalkov (Oci ciornie, Il sole ingannatore) e Andrei Konchalovsky (ha una lunga carriera alle spalle, il suo ultimo film è Lo schiaccianoci in 3D), ma soprattutto l’uomo che scrisse tre volte il testo dell’inno nazionale russo.
L’attuale inno nazionale russo, adottato a dicembre del 2000, ha la stessa melodia del celebre inno dell’Unione Sovietica, composto alla fine degli anni Trenta da Aleksandr Vasil’evič Aleksandrov. Qui c’è la partitura e qui il testo, con traslitterazione e traduzione. Ma la storia è molto, molto più complicata di così.
In Russia c’è da morir dal ridere (autocit.)
(Fonte: pensierispettinati)
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