Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi (c'è anche un fotolog)

Post taggati RIP

5.4.2012

Poi come ogni 5 aprile noi rimastoni ci ricordiamo di quello là che s’è sparato

Quest’anno lo facciamo con un pezzo vecchio dei Wipers e con un pezzo nuovo dei Magazine. Roba che gli sarebbe piaciuta, vien da credere.

5 note Tags: ricorre RIP La Musica è finita nirvana? ancora? non si esce vivi dagli anni '90

5.4.2012

Addio al dio della distorsione amplificata.

Te l’immagini un muro di Orange? Un muro di Fender? di Ibanez? di Peavey? di Vox? Non si può mica. No. C’è solo il muro di Marshall. Ciao Jim.

Addio al dio della distorsione amplificata.

Te l’immagini un muro di Orange? Un muro di Fender? di Ibanez? di Peavey? di Vox? Non si può mica. No. C’è solo il muro di Marshall. Ciao Jim.

(Fonte: dadaunpo, via ilibertario-deactivated20120419)

20 note Tags: RIP gente figa un bel po' La Musica è finita ciao

3.4.2012
Anch’io ti saluto, comandante Paolo.
(La foto è di Gilioli. Poi qui c’è un video di Trivigante).

Anch’io ti saluto, comandante Paolo.

(La foto è di Gilioli. Poi qui c’è un video di Trivigante).

12 note Tags: gente figa un bel po' RIP ciao forza compagni

21.3.2012
Non c’è più Guerra, ma non è una bella notizia.
— (Ioguido.) Ciao Tonino.

32 note Tags: gente figa un bel po' RIP ciao :(

10.3.2012
(ciao, Jean) (Scattata con instagram)

(ciao, Jean) (Scattata con instagram)

20 note Tags: gente che disegnano disegnini RIP ciao gente figa un bel po'

9.3.2012
abcdeeffe:

18 years ago Hank left us.
Well, not really.

C’era una tipa che una volta, tipo a dodici o tredici anni, scrisse un racconto dal titolo “il problema dei carpigiani è che non leggono Bukowski”. Poi, una decina d’anni dopo, mi è capitato di sposarla, quella tipa lì.

abcdeeffe:

18 years ago Hank left us.

Well, not really.

C’era una tipa che una volta, tipo a dodici o tredici anni, scrisse un racconto dal titolo “il problema dei carpigiani è che non leggono Bukowski”. Poi, una decina d’anni dopo, mi è capitato di sposarla, quella tipa lì.

9 note Tags: gente figa un bel po' gente che sa scrivere ricorre RIP

2.3.2012
Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

21 note Tags: ricorre RIP gente figa un bel po' gente che sa scrivere intellettualoidismo techno logic

1.3.2012

(cose scritte senza rileggerle) Lucio e Marco

Io Dalla dal vivo non l’ho mai visto. O meglio: non l’ho mai visto suonare. La prima volta che l’ho incontrato stava facendo un tiro libero dalla lunetta sinistra del Palapanini di Modena - chissà se si chiamava già Palapanini; chissà se era il Palapanini, poi - e con quel tiro libero ha inaugurato una partita amichevole tra Italia e Stati Uniti, io ero molto piccolo, ci ero andato perché da piccolo mi piaceva da matti il basket americano e volevo andare a vedere se i neri facevano davvero le schiacciate come in televisione. L’ultima volta che l’ho incontrato dal vivo, era in braghette corte, scarpe da calcetto, una canotta viola di dubbio gusto estetico, abbronzato come il carbone e biondo come un campo di grano, scendeva da un gippone con la scritta “Casa di Lucio” aerografata tra il disegno delle due torri e San Petronio; il mio amico fumettista Klaus, un suo fan sfegatato, ha coronato il sogno di averlo a pochi centimetri di distanza per confrontarsi in altezza: Lucio era nettamente più basso, ma Klaus al suo cospetto stava come Pazienza a Pertini. E poi, niente, mi piacevano molte sue canzoni. Anna e Marco era la mia preferita, quando dice: con un’aria da commedia americana, sta finendo anche questa settimana. Mi dispiace molto. Ciao Lucio.

22 note Tags: cose scritte senza rileggerle ciao RIP gente figa un bel po' La Musica è finita

13.2.2012
Abbiamo avuto l’onore, l’anno scorso, di condividere un palco. L’ho conosciuto lì, era vestito da Garibaldi. Ciao Mauro.

Abbiamo avuto l’onore, l’anno scorso, di condividere un palco. L’ho conosciuto lì, era vestito da Garibaldi. Ciao Mauro.

16 note Tags: RIP ciao :(

18.1.2012

(Bar La Muerte 1999-2012)

L’etichetta di Dorella muore. In un’intervista per Sopravvivenza musicale, Bruno dice che:

Avere un’etichetta oggi è completamente diverso dall’averla avuta a partire dalla fine degli anni Novanta, come nel mio caso. Allora era anche una questione politica, c’erano le major cattive che facevano uscire musica corrotta, c’era dall’altra parte il mondo del punk/hardcore con le distribuzioni ai concerti negli squat e l’etica Do It Yourself, con l’allargamento di quest’etica a musiche che erano anche più interessanti e “di rottura”, e i rapporti leali di amicizia con le persone. Potevi avere un’etichetta anche a tempo perso, come me, perché comunque anche un disco che andava male vendeva magari un centinaio di copie, abbastanza per ripagarti la stampa o perderci solo pochi soldi. […] Oggi un disco che va male vende letteralmente 16 copie. Cosa racconto al gruppo? Che gli ho venduto 16 copie? E cosa racconto a mia moglie, che ho investito 2000 euro per stampare un disco che me ne ha fatti entrare 150?

Ecco. Ciao Bar La Muerte. Hai avuto un catalogo della Madonna (che c’è ancora, credo, fino a esaurimento scorte. Saccheggiatelo).

15 note Tags: La Musica è finita indie-ani indipendenza italianz una volta c'era googlereader RIP ciao