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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati autocitarsi

Mi sembra di aver letto da qualche parte che, come gli esquimesi han tante parole per dire “bianco” o “neve”, e gli aborigeni per dire “verde”, e gli italiani per nominare il nome di Dio invano, ecco, i russi devono avere una trentina di termini per dire “ubriaco”. Sarà per quello, penso, che uomini anziani, anziani per davvero, in Russia non ne abbiamo mica incontrati.

Barabba: In Russia c’è da morir dal ridere (3)

(a rebloggarsi da soli si dicenta ciechi, dice.)

(via batchiara)


38 note Tags: autocitarsi barabbate cose così l'odore della blogsfera

E noi ci siamo anche stati, là, sulla luna, così lontani, a un secondo luce dalla Terra – sapevo cos’era un secondo luce, a quattordici anni, per dire – degli uomini ci avevano messo i piedi e poi erano tornati indietro a raccontarlo; e mio padre mi dice sempre che quel giorno lì qualcosa era cambiato nella testa delle persone: dal giorno dopo che l’uomo era stato sulla luna, lo spazio aveva perso una specie di magia e l’umanità era diventata importantissima, come concetto.

— Di quella volta, in terza media, che avevo scritto un tema molto bello sulla luna, secondo me. (Mi viene ancora il nervoso, quando ci penso.)


28 note Tags: ricorre techno logic autocitarsi

E continuavo a sognare di fare l’astronomo. Dev’essere così che mi son messo a leggere i libri di astrofisica, il primo è stato Stephen Hawking, sempre alle medie. Mi ricordo che leggevo Cuore di tenebra al pomeriggio e Dal big bang ai buchi neri la sera. E la bocca mi si spalancava per i grandi fiumi africani come per lo scoprire che la distanza più piccola tra due punti non è una retta, che era quello che ci stavano insegnando in geometria. Ogni pagina era un giramento di testa. E la sera guardavo il cielo e lei era sempre lì, sempre a W, sempre mezza coricata e con pochi vestiti, e anche se adesso sapevo che era solo una questione di prospettiva, la sua W, lei era sempre sensuale e bellissima, Cassiopea.

W. (Oggi il vecchio Stephen compie 70 anni. Tanti auguri, vecchio Stephen.)


28 note Tags: auguri autocitarsi gente figa un bel po'

Alla fine del 2010 avevamo detto che era stato, barabbisticamente parlando, un bell’anno, tutto sommato, e che di belli così difficilmente ne avremo rivisti. Poi è arrivato il 2011, e diciamo che è stato, barabbisticamente parlando, un anno meraviglioso, tutto sommato. Difficilmente ne rivedremo, di anni meravigliosi così.


11 note Tags: barabbate barabba26x1 autocitarsi

Sembran niente, delle volte, due anni.

Sembran niente, delle volte, due anni.


6 note Tags: auguri autocitarsi barabbate ricorre nasi rossi per tutti

Vuoi sapere qual è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto? Adesso te la spiego.

Vuoi sapere qual è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto? Adesso te la spiego.


10 note Tags: pensieri ciclici autocitarsi


18 note Tags: barabbate leggo cose auguri autocitarsi

Entriamo. Il palco è illuminato da lampadari poderosi a griglia. Stravaganze percussive cominciano a farsi largo e Fabbri Nunfarmenassegno e i suoi entrano in scena. Lui è diventato grosso come un frigo. Incredibile come si cambi sostituendo una dieta a base di eroina con una a base di Currywurst. I giorni del fascino scheletrico come sodale di Nicola Caverna sono finiti, e ora abbiamo di fronte una specie di Professor Zapotec sbarbato e con gli occhi iniettati di Sangria.
[Durante il primo pezzo mi travesto da anguilla per arrivare in prima fila, sulla sinistra, appoggiato alle transenne dove la calca si fa più vivibile e il suono arriva pieno e corposo, metallico quanto serve. Metallico nel senso industriale del termine, intendo. Alzo gli occhi verso il palco proprio mentre Fabrizio Liquidità urla “un omaggio a Luigi Russolo” e “Marinetti è tornato dall’Abissinia!”.]
I Neubauten sono bravi. Già lo sapevamo, ma è bello vedere che certe cose non cambiano. Tra una trovata scenica e l’altra si riesce a percepire una cosa molto chiara. Ci sono più idee musicalmente su quel palco che in una tournée di dieci gruppi inglesi messi insieme. Giochi di percussioni, cacofonie elettromagnetiche, atmosfere glaciali. Impalcature vengono portate avanti e indietro da roadies che si allenano per il cantiere o viceversa. Biccio Pagamesubito conversa in inglese con il pubblico che gli chiede 1/2 Mensch in continuazione e liquida l’argomento con un “Come mai chiedete sempre ‘sta canzone? E’ noiosa, per una buona metà dice solo Halber Mensch…”. Fantastico.
[E qui Tiziano Fiorveluti dice tutto. Alles Wieder Offen domina lo show. Una Sabrina e un Youme & Meyou dall’album precedente, ma niente di più. Tubi aerati, frese, mole, anfore, lamiere sagomate e le urla malate del matto al microfono che non possono non farti sbarrare gli occhi almeno per mezzo secondo. Poi c’è il bassista, che con le dita fa miracoli gotici e si chiede cosa voglia dire la scritta gigante “Vie-ta-to Fuu-mare” proiettata in fondo al tendone. Dubbio legittimo, viste le nuvolette azzurre che si innalzano dalla folla più che di tanto in tanto. Ma si sa, noi italiani siamo dei gran figli di…]

così scrivevano Tiziano Fiorveluti e il sottoscritto nel 2008 (io son quello tra parentesi quadre). Stasera torniamo a vedere gli Einstürzende Neubauten. Hashtaggare con #f.o.t.t.a.


5 note Tags: La Musica è finita animali sul palco autocitarsi gente figa un bel po' f.o.t.t.a.