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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati ciao

Visto che molti che leggono questo blog sono persone che suonano, prego lorsignori di provare ad immaginare la loro vita secondo l’applicazione del “Metodo Manzarek”.
Vi ricordate la roba che suonavate (a seconda dell’età che avete) 10, 15, 20 anni fa? Bene, ora immaginatevi che abbia avuto un successo notevole e immaginatevi costretti a suonarla SEMPRE. A parlarne sempre. A parlare di continuo del cantante (o bassista) del vostro gruppo di quando avevate 18 anni (o 27, a seconda di quel che vi è capitato). Si, proprio di quel tizio che oggi non vedete più e che non sapete manco se ha famiglia, figli… Immaginatevi a parlarne tutti i giorni, tutti vi chiedono qualcosa a riguardo, sempre le stesse cose. E poi la musica. Sempre le stesse canzoni, sempre le stesse. Folle in delirio non appena accennate l’incipit di (mettete il titolo di un vostro pezzo che suonavate quindici anni fa, del quale non vi ricordate manco gli accordi). Visto che probabilmente suonate ancora, immaginate che tutto quello che avete fatto dopo sia TABULA RASA, tanto è vero che avete dovuto rinunciare a pubblicarlo e financo a suonarlo, se volevate campare.
Non è una vita così idilliaca, vero? Una timbratura di cartellino per svolgere sempre la stessa identica mansione. Una specie di “giorno della marmotta” in versione rock’n’roll.
[…] Ho letto su diversi socialcosi di persone che per tessere le lodi del Manzarek gli auguravano di “Ritrovarsi con Jim per suonare insieme (mettete il titolo di un pezzo dei Doors famosissimo).
Personalmente ho voluto troppo bene alla musica dei Doors e quindi a Manzarek per augurargli una punizione da girone dantesco come questa. Ray, se dovesse esistere l’aldilà, ti auguro di poter finalmente cominciare a suonare quel cazzo che ti pare. E se Jimbo dovesse proprio farsi vivo, ti auguro che ti chieda “No me moleste mosquito?” e poi ti dia l’attacco “Uno, dos, tres, quatros” e poi giù a ridere.


7 note Tags: La Musica è finita gente figa un bel po' RIP ciao

Poi con Jannacci siamo diventati amici, e me ne onoro, perché sono convinto che i poeti portano fortuna, e Jannacci ha dentro una vena di poesia schietta, sostenuta dal suo amore per la povera gente. Quando canta la storia del suo amico che era andato a fare il bagno, non dice “amico” a caso: la condizione di questo, e di tutti i suoi personaggi, Jannacci la racconta non già dall’alto (in tal caso il suo sarebbe populismo generoso, e basta) ma vivendoci gomito a gomito, come se fosse uno di loro. E lo è: m’ha raccontato come fu la sua infanzia, proprio delle parti dell’aeroporto Forlanini, dove lavorava suo padre, un meridionale.

(Luciano Bianciardi, note di copertina a La Milano di Enzo Jannacci, primo disco in studio di Enzo Jannacci, pubblicato nel dicembre del 1964. Ciao Enzo.)


17 note Tags: (non c'è) storia della musica La Musica è finita gente figa un bel po' RIP ciao

La storia di Aaron Swartz e di Infinite Jest

aubreymcfato:

archivio-dfw:

È di pochi giorni fa la notizia del suicidio di Aaron Swartz, programmatore (a 14 anni aveva contribuito a creare i feed RSS), attivista della libertà di circolazione dei dati e della conoscenza, co-fondatore di Redditt, Demand Progress e Creative Commons, attivo nel movimento Stop SOPA. Aveva solo 26 anni (leggete qui la dichiarazione rilasciata dalla sua famiglia e dai suoi collaboratori). Il nostro sito se ne occupa per un motivo abbastanza strano, e in fondo marginale. Accanto a questa enorme mole di lavoro, Aaron era anche un appassionato lettore di Wallace e di Infinite Jest, al punto da pubblicare sul suo sito una dettagliata spiegazione di cosa secondo lui accade veramente nel romanzo, che trovate riportata qui sotto tradotta in Italiano. Un lavoro che già nel 2009 era stato apprezzato da tutta la comunità di lettori di Wallace, subito dopo la fine dell’Infinite Summer. Anche se su qualche dettaglio si potrebbe non concordare (la storia del DMZ), rimane una delle spiegazioni più convincenti e coerenti dei tanti misteri contenuti in questo romanzo. E questo interesse sembra essere stato alla fine non troppo casuale, come raccontato in quest’altro articolo: On finishing Infinite Jest, e anche nel suo blog, quando scrive: “DFW’s suicide hit me very hard. I ended up coping by reading every piece of nonfiction he’d ever published. He was a brilliant, tortured man and I see so much of myself in him. His nonfiction was  fantastic and I will consider my life a success if I can do half of what he did.” (È al n. 67 della sua lista di libri letti nel 2008: http://www.aaronsw.com/weblog/2008books con altre recensioni dei libri di Wallace).

Dispiace profondamente che un’altra mente così brillante e curiosa se ne sia andata per sempre. R.I.P. Aaron.

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Cosa succede alla fine di Infinite Jest? (ovvero, la spiegazione del finale di Infinite Jest)

di Aaron Swartz (tratto da qui)

Herb: Non c’è un “finale” al “Libro infinito” perché non ci poteva essere? O invece non avevi voglia di scriverlo?

DFW: C’è un finale per quanto mi riguarda. Una serie di linee parallele dovrebbero in teoria cominciare a convergere in modo che una “fine” possa essere proiettata dal lettore da qualche parte oltre la cornice. Se ti capita di osservare questa convergenza o proiezione, allora il libro non ha funzionato con te.  (da: Live Online with David Foster Wallace, May 17, 1996)

AVVERTIMENTO: Quanto segue è un unico gigantesco spoiler. Leggetelo soltanto se avete già provato a pensarci prima per conto vostro.  

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\m/


46 note Tags: RIP ciao genio gente figa un bel po' l'odore della blogsfera

Il messaggio che invio, e credo anche più importante di quello scientifico, è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona, e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda, sia quello inanimato che quello dei viventi. Questo, ritengo, è stato il mio unico merito. Io dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà: io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.

— (Rita Levi Montalcini - via cattiva maestra)


92 note Tags: l'odore della blogsfera gente figa un bel po' ben(e)detto RIP ciao

Ci sei riuscito, vecchio. Grazie di tutto. (Eric J. Hobsbawm, Il Secolo breve, 1994)

Ci sei riuscito, vecchio. Grazie di tutto. (Eric J. Hobsbawm, Il Secolo breve, 1994)


29 note Tags: gente che sa scrivere l'odore della carta ben(e)detto RIP ciao

“Our service is new, and we are just working out the kinks.”
Forse dovrei metterlo nel lapidario.

“Our service is new, and we are just working out the kinks.”

Forse dovrei metterlo nel lapidario.


13 note Tags: RIP ciao nerdismo techno logic l'odore della blogsfera

E noi ci siamo anche stati, là, sulla luna, così lontani, a un secondo luce dalla Terra – sapevo cos’era un secondo luce, a quattordici anni, per dire – degli uomini ci avevano messo i piedi e poi erano tornati indietro a raccontarlo; e mio padre mi dice sempre che quel giorno lì qualcosa era cambiato nella testa delle persone: dal giorno dopo che l’uomo era stato sulla luna, lo spazio aveva perso una specie di magia e l’umanità era diventata importantissima, come concetto.

Tema: Alla luna. (L’avevo già postato il 20 luglio, lo riposto adesso. Ciao signor Armstrong.)


6 note Tags: RIP ciao gente figa un bel po'

Il 12 luglio 1995, avevo 16 anni, è stata la prima volta che ho versato delle lacrime di gioia per un evento sportivo televisivo. Non sono state tante, le volte che l’ho fatto, ma se ci penso, credo che sian sempre state per colpa sua.

Il 12 luglio 1995, avevo 16 anni, è stata la prima volta che ho versato delle lacrime di gioia per un evento sportivo televisivo. Non sono state tante, le volte che l’ho fatto, ma se ci penso, credo che sian sempre state per colpa sua.


24 note Tags: pensieri ciclici ciao gente figa un bel po' ricorre

Uh. Ciao, concittadino.

Uh. Ciao, concittadino.


12 note Tags: carpidiem gente figa un bel po' cine RIP ciao

3 luglio.

3 luglio.


1 nota Tags: La Musica è finita gente figa un bel po' RIP ciao ricorre