
Addio al dio della distorsione amplificata.
Te l’immagini un muro di Orange? Un muro di Fender? di Ibanez? di Peavey? di Vox? Non si può mica. No. C’è solo il muro di Marshall. Ciao Jim.
(Fonte: dadaunpo, via ilibertario-deactivated20120419)
20 note Tags: RIP gente figa un bel po' La Musica è finita ciao

Anch’io ti saluto, comandante Paolo.
(La foto è di Gilioli. Poi qui c’è un video di Trivigante).
32 note Tags: gente figa un bel po' RIP ciao :(

(ciao, Jean) (Scattata con instagram)
20 note Tags: gente che disegnano disegnini RIP ciao gente figa un bel po'
Io Dalla dal vivo non l’ho mai visto. O meglio: non l’ho mai visto suonare. La prima volta che l’ho incontrato stava facendo un tiro libero dalla lunetta sinistra del Palapanini di Modena - chissà se si chiamava già Palapanini; chissà se era il Palapanini, poi - e con quel tiro libero ha inaugurato una partita amichevole tra Italia e Stati Uniti, io ero molto piccolo, ci ero andato perché da piccolo mi piaceva da matti il basket americano e volevo andare a vedere se i neri facevano davvero le schiacciate come in televisione. L’ultima volta che l’ho incontrato dal vivo, era in braghette corte, scarpe da calcetto, una canotta viola di dubbio gusto estetico, abbronzato come il carbone e biondo come un campo di grano, scendeva da un gippone con la scritta “Casa di Lucio” aerografata tra il disegno delle due torri e San Petronio; il mio amico fumettista Klaus, un suo fan sfegatato, ha coronato il sogno di averlo a pochi centimetri di distanza per confrontarsi in altezza: Lucio era nettamente più basso, ma Klaus al suo cospetto stava come Pazienza a Pertini. E poi, niente, mi piacevano molte sue canzoni. Anna e Marco era la mia preferita, quando dice: con un’aria da commedia americana, sta finendo anche questa settimana. Mi dispiace molto. Ciao Lucio.
22 note Tags: cose scritte senza rileggerle ciao RIP gente figa un bel po' La Musica è finita

Abbiamo avuto l’onore, l’anno scorso, di condividere un palco. L’ho conosciuto lì, era vestito da Garibaldi. Ciao Mauro.
L’etichetta di Dorella muore. In un’intervista per Sopravvivenza musicale, Bruno dice che:
Avere un’etichetta oggi è completamente diverso dall’averla avuta a partire dalla fine degli anni Novanta, come nel mio caso. Allora era anche una questione politica, c’erano le major cattive che facevano uscire musica corrotta, c’era dall’altra parte il mondo del punk/hardcore con le distribuzioni ai concerti negli squat e l’etica Do It Yourself, con l’allargamento di quest’etica a musiche che erano anche più interessanti e “di rottura”, e i rapporti leali di amicizia con le persone. Potevi avere un’etichetta anche a tempo perso, come me, perché comunque anche un disco che andava male vendeva magari un centinaio di copie, abbastanza per ripagarti la stampa o perderci solo pochi soldi. […] Oggi un disco che va male vende letteralmente 16 copie. Cosa racconto al gruppo? Che gli ho venduto 16 copie? E cosa racconto a mia moglie, che ho investito 2000 euro per stampare un disco che me ne ha fatti entrare 150?
Ecco. Ciao Bar La Muerte. Hai avuto un catalogo della Madonna (che c’è ancora, credo, fino a esaurimento scorte. Saccheggiatelo).
15 note Tags: La Musica è finita indie-ani indipendenza italianz una volta c'era googlereader RIP ciao

(the business of life) (Taken with instagram)
È morto a 98 anni George Whitman, il fondatore della Shakespeare and Company, la libreria che da più di mezzo secolo è protagonista della scena letteraria della Rive Gauche parigina, un rifugio per scrittori e amanti dei libri provenienti da tutto il mondo. […] “Be not inhospitable to strangers / Lest they be angels in disguise”, i versi di Yates riassumono bene la filosofia che fin dalla nascita ha permeato ogni angolo di questo intricato labirinto di scaffali e scale a chiocciola, che nelle intenzioni del suo fondatore doveva essere innanzitutto un laboratorio, una fucina, la concretizzazione di una «piccola utopia socialista». Aspiranti scrittori squattrinati e artisti vagabondi erano da sempre i benvenuti. George, che li chiamava Tumbleweeds, li ospitava sui materassi del piano superiore e offriva loro un riparo e gustosi branch a base di pancake cucinati da lui in persona, chiedendo in cambio di compilare una breve biografia e di aiutarlo in libreria. […] Verrà sepolto al Pere Lachaise […]
17 note Tags: RIP barabbisti ciao gente figa un bel po' una volta c'era googlereader :(
Dalla sua fondazione del 1921 al congresso della svolta del 1991, passando per la Salerno del ’44 e la destalinizzazione degli anni Cinquanta – e appena prima di farsi lambire da questi ultimi anni di berlusconismo esangue e dalle sterili polemiche sui “rottamatori” – Lucio Magri con capacità di narratore di razza racconta il progressivo dissolvimento di un patrimonio politico, organizzativo e teorico fra i più ricchi del panorama internazionale.
“Il sarto di Ulm”, di Lucio Magri, se lo compri oggi spendi solo tre euro (e insieme ti ci porti a casa anche ”Il conte di Montecristo”, ch’è sempre un bel leggere). Ciao Lucio.
1 nota Tags: RIP ciao elettrolibri forza compagni gente figa un bel po' l'odore degli elettroni una volta c'era googlereader