Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi (c'è anche un fotolog)

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11.5.2012
Ecco una di quelle cose che mi fanno scoppiare la testa. (via)

Ecco una di quelle cose che mi fanno scoppiare la testa. (via)

6 note Tags: cose così pop cine robe da chiodi

3.5.2012
C’è un bel bambino rotondetto con gli occhiali che, intervistato dopo la mega battaglia che rade al suolo New York, dice quello che ogni bambino sano di mente dovrebbe urlare dopo la visione di un film del genere: “… e poi è arrivato Iron Man che ha fatto ‘pfiuu’ dalle mani e ha sparato dei raggi fotonici, mentre Thor al suo fianco – SBEM! – spaccava tutto con il suo martello…”. C’è fotta, c’è contentezza, felicità e stupore. Negli occhi di quel pargolo come nei nostri. Perché il dato importante è uno e uno solo: The Avengers è un film della stramadonna.

15 note Tags: cose belle pandemie pop cine

12.4.2012
(Porco rosso. Capolavoro.)

(Porco rosso. Capolavoro.)

(Fonte: secretotaku, via unoetrino)

288 note Tags: cose così forza compagni cine l'odore della celluloide

22.3.2012
Marlon Brando fu l’archetipo del nuovo attore e, a quanto pare, rovinò il rapporto di due intere generazioni di ragazzi e ragazze con i loro corpi e con gli oggetti quotidiani e i corpi degli altri. […] Brando, il nuovo archetipo del ribelle, duro e zoticone, che si dondola sulle gambe della sedia, si affaccia alle porte, si sdraia su tutto quello che trova, vuole dominare gli oggetti senza mostrare alcun dovuto rispetto o cura, strattona le cose come un bambino intrattabile, e le consuma e le getta da una parte senza centrare il cestino e loro rimangono in terra, maltrattate. Con i movimenti e le posture impetuose e maldestre di un moccioso intrattabile. Tua madre appartiene a quella nuova generazione che va contro il verso della vita, contropelo. Può anche aver amato Marlon Brando, Jim, ma non l’ha capito, ecco quel che l’ha rovinata per le piccole cose della vita di tutti i giorni, come i forni e le saracinesche dei garage e perfino un po’ di tennis da strapazzo nei parchi pubblici. L’hai mai vista tua madre con lo sportello di un forno? Una carneficina, Jim, roba da rabbrividire per la paura solo a vederla, e la povera scema pensa che sia un tributo a questo zoticone stravaccato di cui s’innamorò quando le passava accanto rombando. Jim, lei non ha mai intuito l’economia gentile e astuta che stava dietro l’approccio agli oggetti virgolette crudo, trasandato e naturale di quest’uomo. Il modo in cui, oh quant’era evidente, provava e riprovava un’inclinazione all’indietro sulla sedia. Il modo in cui studiava gli oggetti con occhio da saldatore, in cerca di quelle giunture centrali più robuste che reggono anche quando sono messe alla prova dal più animalesco degli stravaccamenti. Mai… lei non ha mai capito che l’autopercezione che Marlon Brando aveva del suo corpo era talmente acuta da non fargli avere bisogno delle buone maniere. Lei ancora non capisce che con quel suo modo virgolette noncurante lui stava in realtà toccando le cose come se fossero parte di sé. Del suo stesso corpo. Quel mondo che sembrava solo strapazzare era per lui senziente. […] Non si può invidiare qualcuno che sa essere così. Rispettarlo, forse. Magari di rispetto voglioso, a dirla proprio tutta. […] lui si muoveva con la grazia di un pesciolino noncurante, come se fosse un solo, grande muscolo, ingenuo come tutte le creature muscolari ma sempre, bada bene, un pesciolino al centro di una corrente chiara di fiume. Quel tipo di grazia animale. Il bastardo non sprecava neppure un movimento, ecco che cosa rendeva arte questa sua brutale assenza di cura. […] Lui sapeva quello che sanno i Beat e quello che sa il grande giocatore di tennis, figliolo: impara a fare niente, con tutta la tua testa e il tuo corpo, e ogni cosa sarà fatta da ciò che ti circonda.
— (David Foster Wallace, Infinite Jest; 1996)

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31.1.2012

(una volta c’era GoogleReader / edizione cumulativa post-polacca: e io che mi pensavo, L’apprendista libraio, Leonardo, Paolo Nori, Un omaggio?, I 400 calci, Bizzarro bazar)

Il dramma dei feedreader dopo una “vacanza” lo conosciamo tutti. Però delle volte, tipo questa, prima di “contrassegnare tutto come già letto”, che di suo è una pratica liberatoria come poche, qualcosa di bello ho leggiucchiato, qualcosa me lo segno come da leggere, e nello specifico:

1. (e io che mi pensavo) Intervista esclusiva a Davide Enia in occasione dell’uscita del suo romanzo Così in terra

In occasione dell’uscita del suo romanzo Così in terra (qui l’ebook), la redazione del blog letterario E io che mi pensavo ha incontrato Davide Enia per una intervista esclusiva.

2. (L’apprendista libraio) Esce l’8 febbraio

Un booktrailer.

3. (Leonardo sul Post) Il nostro uomo a Damasco

1975 anni fa oggi (un anno più uno meno) un piccolo uomo spaventato entra a Damasco, Siria, Impero Romano. Viene da Gerusalemme con una lettera di referenze del Sommo Sacerdote, ma non sa più che farne. L’idea alla partenza era far arrestare e portare davanti al Sinedrio (l’Inquisizione di allora) tutti gli ebrei damasceni appartenenti a una buffa setta eretica appena nata, che non ha ancora un nome: quelli che credono che il Messia degli Ebrei sia un tale crocefisso di recente. Il problema è che il piccolo uomo – Saul si chiama, come il re epilettico meno simpatico della Bibbia – non ci vede più, letteralmente. Strada facendo ha avuto un mancamento, è caduto (da cavallo? non si sa), ha visto una gran luce e forse ha anche sentito una voce, ed è ancora tutto scombussolato. Resterà in questo stato per tre giorni, senza mangiare. Poi fonderà una religione.

4. (Paolo Nori) Consigli

Mi sono accorto oggi di un’intervista di quest’estate, clic, dove dico delle cose insensate (per esempio dico che a Stalingrado ho visto grandi esempi di libertà, e io non ci sono mai stato, a Stalingrado).

5. (Un omaggio?) Storia di un menomato

Vedete a che guasti può portare l’ossessione per il proprio aspetto esteriore…! Io, ad esempio, sono (o meglio, lo ero: adesso sono solo un vecchio), io sono, dicevo, un uomo nient’affatto brutto, con un bel naso franco e diritto, capelli folti e lisci, di un colore tra castano e rossiccio, e labbra gentili, forse un po’ femminee, rese però meno equivoche da un mento piuttosto forte. Ma sono sempre stato miope, di una miopia sempre meno trascurabile man mano che passavo giorni e anni sui manuali di scuola e su altri accidenti dello studio e del lavoro. Solo che mi ero messo in testa che stessi male con gli occhiali; allora, in ogni occasione anche vagamente pubblica (anche se si trattava solo di un’uscita con gli amici, per dire), evitavo di presentarmi coi miei buffi occhiali d’osso - oh! detta così fa ridere: ma all’epoca, vi assicuro, erano occhiali normali… - e rinunciavo, di fatto, a gran parte delle mie facoltà visive.

6. (I 400 calci) Libri di sangue: I Know What You Did Last Summer

In cui ci diamo coraggiosamente alla letteratura, e vi andiamo a recuperare quei casi in cui un film è diventato talmente più famoso del libro da cui è stato tratto che probabilmente ne ignoravate o avevate dimenticato le origini. Chicche nascoste, tradimenti per il meglio e altre rivelazioni che non avreste immaginato.

7. (Bizzarro bazar) Maschere mortuarie

Le maschere mortuarie sono una delle tradizioni più antiche del mondo, diffusa praticamente ovunque dall’Europa all’Asia, all’Africa. Così come assieme al cadavere venivano spesso lasciati viveri, armi o altri oggetti che potessero servire al morto nel suo viaggio verso l’aldilà, così spesso coprire il volto con una maschera garantiva al suo spirito maggiore forza e protezione. Nelle tradizioni africane, queste maschere erano minacciose e terribili, per spaventare ed allontanare i dèmoni dall’anima del defunto. Nell’antico bacino del Mediterraneo, invece, la maschera veniva forgiata stilizzando le reali fattezze del morto: ricorderete certamente le più famose maschere funerarie, quella di Tutankhamen e quella attribuita tradizionalmente ad Agamennone.

Poi, basta, ho “contrassegnato tutto come già letto”. E adesso sto bene.

5 note Tags: una volta c'era googlereader cine libelli gente che sa scrivere cose così

24.1.2012

7 note Tags: cine una volta c'era googlereader cose belle

23.1.2012

10 note Tags: cine genio una volta c'era googlereader

10.1.2012

11 note Tags: cine pensa te una volta c'era googlereader

28.11.2011

8 note Tags: cine gente figa un bel po' robaggratis una volta c'era googlereader