Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi (c'è anche un fotolog)

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18.1.2012

(Bar La Muerte 1999-2012)

L’etichetta di Dorella muore. In un’intervista per Sopravvivenza musicale, Bruno dice che:

Avere un’etichetta oggi è completamente diverso dall’averla avuta a partire dalla fine degli anni Novanta, come nel mio caso. Allora era anche una questione politica, c’erano le major cattive che facevano uscire musica corrotta, c’era dall’altra parte il mondo del punk/hardcore con le distribuzioni ai concerti negli squat e l’etica Do It Yourself, con l’allargamento di quest’etica a musiche che erano anche più interessanti e “di rottura”, e i rapporti leali di amicizia con le persone. Potevi avere un’etichetta anche a tempo perso, come me, perché comunque anche un disco che andava male vendeva magari un centinaio di copie, abbastanza per ripagarti la stampa o perderci solo pochi soldi. […] Oggi un disco che va male vende letteralmente 16 copie. Cosa racconto al gruppo? Che gli ho venduto 16 copie? E cosa racconto a mia moglie, che ho investito 2000 euro per stampare un disco che me ne ha fatti entrare 150?

Ecco. Ciao Bar La Muerte. Hai avuto un catalogo della Madonna (che c’è ancora, credo, fino a esaurimento scorte. Saccheggiatelo).

15 note Tags: La Musica è finita indie-ani indipendenza italianz una volta c'era googlereader RIP ciao

7.10.2010

. attenzione

lapolaroidiuntuffo:

Siccome noi poveri artigiani non avevamo calcolato le vostre infinite richieste riguardo a Tutte le storie sono storie d’amore (a proposito: grazie, ogni mail che ci è arrivata ci scalda il cuore, e non lo dico per fare il Moccia della situazione), la terza edizione - che è praticamente già quasi prenotata (siete tantissimi!) sarà a pagamento. Questo per permetterci di fare fronte, almeno in parte, alle spese che dobbiamo sostenere, spedizioni e materiali (vi ricordo che ogni copertina è realizzata a mano). Per evitare che questo progetto naufraghi e soprattutto che voi, giustamente, ci odiaste, abbiamo pensato che il pagamento potrebbe avvenire tramite offerta libera. Potete anche inviarci 10 centesimi, se ritenete che il nostro lavoro abbia quel valore. Ovviamente non dovete pagare in anticipo, noi vi spediamo il disco, voi lo ascoltate, poi ci scrivete cosa ne pensate ed eventualmente noi vi mandiamo un codice dove mandarci i vostri eventuali 10 centesimi o altro. Siccome siamo persone con una dignità comunque non accettiamo offerte superiori ai 10 euro (scherzo: se volete farci un bonifico da cento euro, lo apprezzeremmo caldamente). Se siete d’accordo mandatemi insulti, minacce o pacche sulla spalla via ask o via mail a questo indirizzo: polaroidiuntuffo@hotmail.it 

 il 2010 sembra l’anno in cui l’indie torna indie davvero.

15 note Tags: cose belle indipendenza

29.8.2010

Tags: indipendenza cose da fare italianz

1.12.2009
Se hai una band ed accetti di suonare al MEI per 15 minuti scarsi, vuol dire che sei disposto a sacrificare la dignità in cambio di una speranza: che in quel momento ci sia sotto il palco il discografico giusto, o il giornalista musicale influente che può darti una spintarella. Cerchi l’occasione, sogni i tuoi cinque minuti di celebrità. Non certo cose che ti cambieranno la vita, ma almeno un video in heavy rotation, un giro per radio, o qualche piccola data in chissà quali angoli del paese. Se invece non sei un fortunato che è stato scelto per un minispot dal vivo, le cose si fanno più dure. Devi stamparti il tuo cd-r, fare una copertina carina e possibilmente professionale e, se proprio non hai dimestichezza con il concetto di umiltà, scrivere qualche foglio word di presentazione dove dici che sei figo, che hai vinto quei concorsi li, che sei stato benedetto da qualche pezzo grosso del rock italiano e che sei pronto ad ingoiare il membro del tuo recensore pur di non essere maltrattato. Poi vai al MEI e lasci i demo ovunque, sperando nella buona sorte. Nonostante quaest’aura da tragedia shakespeariana che aleggia in ogni dove, credo davvero che sia così per molti. E comunque, qualcosa di positivo c’è: mai così pochi demo ricevuti per Music Club come quest’anno. Tangibile soddisfazione.
— pim pum pam, ema.core. (via comenonletto) …un amico mi aveva detto che stava andando al MEI, poi invece è andato alla fiera del mobile e non s’è mica pentito.

Tags: indipendenza dividing opinions