Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi (c'è anche un fotolog)

Post taggati intellettualoidismo

10.5.2012
Durante #Librinnovando hai definito la tua casa editrice “inesistente”, cosa intendi con questa definizione?
Intendo proprio “inesistente”. Non abbiamo ragione sociale, non vendiamo niente, non guadagnamo niente, facciamo i libri gratis e li diamo via gratis. In pratica non siamo una casa editrice, anche se pubblichiamo lo stesso dei libri. C’è chi ci dà dei matti.
— Rodolfo Monacelli di Critica Letteraria mi ha fatto delle domande e io ho risposto (dico poi sempre le stesse cose). Oggi pomeriggio, invece, tra le 16 e le 18, il dottor carlo dulinizo verrà intervistato telefonicamente da quelle matte di Letteratura 3.0, su Radio Lab Catania (ci sarà da ridere, ascoltateli).

1 nota Tags: barabbate l'odore degli elettroni intellettualoidismo

17.4.2012
Grammar Nazi (Chad Harbach, The Art Of Fielding; Fourth Estate, London, 2011 / Chad Harbach, L’arte di vivere in difesa; trad. Letizia Sacchini, Rizzoli, 2012).

Grammar Nazi (Chad Harbach, The Art Of Fielding; Fourth Estate, London, 2011 / Chad Harbach, L’arte di vivere in difesa; trad. Letizia Sacchini, Rizzoli, 2012).

1 nota Tags: un diamante è per sempre intellettualoidismo l'odore della carta

3.4.2012
(stasera) (Scattata con instagram)

(stasera) (Scattata con instagram)

4 note Tags: teatro cose da fare intellettualoidismo

26.3.2012

1 nota Tags: cose belle gente che sa scrivere una volta c'era googlereader intellettualoidismo

2.3.2012
Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

21 note Tags: ricorre RIP gente figa un bel po' gente che sa scrivere intellettualoidismo techno logic

7.2.2012

Tags: una volta c'era googlereader intellettualoidismo l'odore della carta l'odore degli elettroni ben(e)detto

7.2.2012
intweetion:

Charles John Huffam Dickens (7 February 1812 – 9 June 1870)

 (massì, autocelebriamoci)
Marco Manicardi “il Many”(7 February 1979)

intweetion:

Charles John Huffam Dickens 
(
7 February 1812 – 9 June 1870)

 (massì, autocelebriamoci)

Marco Manicardi “il Many”
(7 February 1979)

36 note Tags: auguri io sono qui intellettualoidismo me myself and I

23.1.2012
Quello scroccone di Sergej Michajlovich (Giovanni Maccari, Gli occhiali sul naso. Vita romanzesca dello scrittore Isaak Babel’ e dei suoi anni tempestosi; Sellerio, 2011).

Quello scroccone di Sergej Michajlovich (Giovanni Maccari, Gli occhiali sul naso. Vita romanzesca dello scrittore Isaak Babel’ e dei suoi anni tempestosi; Sellerio, 2011).

14 note Tags: l'odore della carta gente che sa scrivere intellettualoidismo pensa te

21.1.2012

4 note Tags: cose da leggere intellettualoidismo una volta c'era googlereader cose belle robaggratis l'odore degli elettroni elettrolibri

20.1.2012
Il direttore guardò la donna, quasi avesse davanti l’intera repubblica federata, – e non gli riuscì di proferire parola; nonostante avesse spedito in tutta la repubblica la sua produzione, superando di una volta e mezzo quanto stabilito dal piano, la repubblica ripeteva sempre: dai poco, e si arrabbiava. E ora gli stava di fronte questa donna, esigente come la repubblica, ugualmente priva per ora di ricchezze e di particolare fascino.
«Posso forse baciarla per dei chiodi!» sorrise il direttore.
«D’accordo» acconsentì la Bostaloeva.
Il direttore stupito provò la sensazione di essere completamente – dalla testa ai piedi – di carne e ossa, e anche tutti i suoi organi divennero dotati di sensibilità; prima di allora egli sapeva solo di avere una coscienza che guidava il corpo, ma quanto vi accadeva all’interno gli era sconosciuto.
«E lei non si offenderà?» chiese il direttore, osservando con circospezione lo studio: non si udivano passi, il telefono taceva, il ventilatore ronzava monotono, quasi muto.
«Non mi offenderò» rispose la Bostaloeva «perché ci sono abituata… L’anno passato per ottenere della lamiera mi è toccato abortire. Ma lei, forse, non è così carogna…».
«No» disse con calma il direttore, sedendosi al suo posto. «Dov’è il suo laminato? Stasera lo metterò personalmente in lavorazione, ci vorranno dieci minuti e avrà i suoi chiodi… Mi porti qui il laminato».
Con indifferenza il direttore chinò il capo sulle cose da fare. Fu la Bostaloeva ad avvicinarglisi e a baciarlo con tanto trasporto che in seguito, dopo che fu uscita, il direttore andò in bagno a guardarsi allo specchio per sincerarsi che non fosse rimasta sul suo viso traccia di quella donna, dal momento che non smetteva di percepire qualcosa di estraneo sulle labbra.
— (Andrej Platonov, Il mare della giovinezza; edizioni e/o)
fuckyeah scrittori sovietici caduti in disgrazia.

7 note Tags: gente che sa scrivere intellettualoidismo l'odore degli elettroni