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(Leonardo, su un portale di eventi di Cuneo, pensa te)
Il guaio principale con Cloud Atlas, religiosamente parlando, rispetto a Matrix (magari più il primo degli altri due) e V for Vendetta (dimenticatevi un attimo del fumetto e del suo papà barbuto), è la completa mancanza del mistero. In Cloud Atlas è tutto troppo chiaro e lineare, nonostante visivamente le storie si intreccino e si accavallino in modo forsennato per tutte le tre ore. E insomma: c’è lo spiegone, in parte esplicito, in parte facilmente deducibile; e c’è un finale chiuso e lieto. All’uscita del cinema, dopo Matrix (magari più il primo degli altri due; ma forse anche il secondo) potevamo star lì a chiederci ”e se ci fosse qualcosa, là fuori, che ci controlla?”, dopo V for Vendetta eravamo ancora lì a domandarci ”e se facessimo qualcosa, adesso, verso chi ci controlla?”, dopo Cluod Atlas, ahinoi, siamo lì a cercare di capire se ce ci è piaciuto, e a dirci: “ma te, ti sei accorto che il tal personaggio, nella tal epoca, era il tal attore truccatissimo?”. E torniamo a casa soddisfatti, magari, ma pieni di risposte.
(Comunque, ieri sera ero nello stesso cinema di Leonardo. Il piccolo cineforum con lui, nel parcheggio, è valso il biglietto.)
Valar Morghulis.
Quando FriendFeed fa il suo dovere istigato da Prudencio Indurain.
Rido in maniera scomposta. Ogni tanto FriendFeed dà delle soddisfazioni. E bella reloj.
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