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La CPU di RoboCop gira su MS-DOS, come si evince da quel command.com
(L’Antro Atomico del Dottor Manhattan - 20 cose che forse non sapevate su RoboCop; tra le quali: quando il film arrivò in sala, RoboCop aiutò ad arrestare un criminale vero. Nella città californiana di Sacramento, un ladro cercò di sfuggire agli agenti che lo inseguivano nascondendosi in un cinema. Ma il giuvinotto restò talmente affascinato dal film da non accorgersi che nel frattempo la sala era stata sfollata e attorno a lui c’erano solo poliziotti.)

Il nesso obliquo (Stefano Bartezzaghi, Il Fantozzi della lingua italiana; appendice a Paolo Villaggio, Fantozzi, rag. Ugo - La tragica e definitiva trilogia; Rizzoli, 2013)
Il 13 marzo 1913, cento anni fa, a Mosca, nacque in un’aristocratica famiglia Sergej Vladimirovič Michalkov: padre di due registi piuttosto conosciuti, Nikita Michalkov (Oci ciornie, Il sole ingannatore) e Andrei Konchalovsky (ha una lunga carriera alle spalle, il suo ultimo film è Lo schiaccianoci in 3D), ma soprattutto l’uomo che scrisse tre volte il testo dell’inno nazionale russo.
L’attuale inno nazionale russo, adottato a dicembre del 2000, ha la stessa melodia del celebre inno dell’Unione Sovietica, composto alla fine degli anni Trenta da Aleksandr Vasil’evič Aleksandrov. Qui c’è la partitura e qui il testo, con traslitterazione e traduzione. Ma la storia è molto, molto più complicata di così.
In Russia c’è da morir dal ridere (autocit.)
(Fonte: pensierispettinati)

Da Villa San Giovanni a Messina. Il ponte sullo stretto che ci piace.
(via trivigante e la tragenda)

Jeff Bridges, le photographe. (via La boite verte)
Ed è molto, molto meglio di quando si mette a suonare.
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