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Una specie di eroe dei fumetti (Marco Rizzo, Lelio Bonaccorso, Gli ultimi giorni di Marco Pantani; dal libro di Philippe Brunel, Rizzoli Lizard, 2011)

Il 12 luglio 1995, avevo 16 anni, è stata la prima volta che ho versato delle lacrime di gioia per un evento sportivo televisivo. Non sono state tante, le volte che l’ho fatto, ma se ci penso, credo che sian sempre state per colpa sua.

Una volta avevo le sette stelle di Hokuto sul petto.
(fino alle 23:59 del 30 giugno potete inviare delle cicatrici per l’ebook sulle cicatrici, poi non vi rompiamo più le balle)
Ve l’avevo già spiegato tempo fa che la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto non è 42. Asciugamani.

“Come mai io che sono un bambino di dieci anni vado a fare i giochi della gioventù di ciclocross? Perché il mio papà è un discreto corridore di ciclocross, e io e la mia mamma e le mie sorelle nelle domeniche d’inverno stiamo lungo i sentieri delle gare ad aspettarlo tenendo pronte le ruote di scorta casomai dovesse forare. E al mio papà piacerebbe tanto che anch’io diventassi corridore, e i giochi della gioventù me li ha fatti fare anche l’anno scorso che avevo nove anni e sono arrivato terzo. Dai, terzo, non è male alla prima corsa. E poi ho già fatto tante gimcane, quelle con lo slalom tra i birilli e l’asse di equilibrio…”
Stefano Pederzini “Bolero” - Cicatrici: la foto della prima comunione
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