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(l’elena su fb)
Facciamo le cose che facciamo, come si dice, per la gloria. Ecco, la gloria è questa qua. E dà un senso alle cose che facciamo.
(Domani, se siete dalle parti del carpigiano, venite a trovarci.)

Quello lì è il vecchio mulino di Volgograd, unico edificio superstite dell’assedio della città. La foto l’ho fatta io, quest’estate, in viaggio di nozze. Oggi, solo per oggi, Volgograd torna a chiamarsi ufficialmente Stalingrado. Guardando un po’ in giro, e parlando con qualcuno del posto, nel limite del possibile, mi son fatto l’idea che non è che gli abitanti sarebbero poi così scontenti di tornare in via definitiva al vecchio nome.
(A Stalingrado ci sono delle statue molto grandi, alcune molto brutte, per non parlare delle pareti; ma ci sono anche delle scritte pomposissime, delle belle piazze, delle torrette di carri armati su dei piedistalli, e ci abbiamo visto un film di Tarantino doppiato in russo.)

La miglior biografia di Darby Crash, disegnata male da Gipi.
(Di solito l’otto dicembre la posto. Quando mi ricordo.)

(Lev Tolstoj, Guerra e pace, libro primo)
Dice che ieri hanno ricostruito la battaglia di Austerlitz. Chissà se uno dei novecento figuranti si è vestito da Bolkonskij. E chissà se poi è caduto, colpito, e si è messo a guardare il cielo, quel cielo incommensurabilmente alto, quel cielo infinito.
Sul Post:
Il video dell’incontro nel 1983 con l’allora presidente della Repubblica, oggi che sono cinque anni dalla morte del giornalista
(dei signori come non ne fanno più)
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