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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

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A febbraio di tre anni fa, circa, avevo letto su un blog di certi ragazzi di Carpi (ah, l’Emiglia) di un ebook collettivo, una antologia di cose sulla Resistenza: volevano raccogliere scritti e poesie e quello che si voleva a tema Resistenza. Avrebbero pubblicato tutto. Loro si aspettavano di raccogliere quattro cose, metterle gratis su internet in un ebook e finirla lì. Poi il 24 aprile di tre anni fa sempre al Mattatoio, a Carpi, alcune di quelle cose le abbiam lette, ho iniziato io - non me lo dimenticherò mai - e così siamo andati avanti a leggere e a leggere per due anni e un po’, più o meno, fino all’anno scorso, il 25 aprile a Rimini (ah, la Romagna). E poi è passato un altro anno e domani lo rifacciamo di nuovo a Carpi, come tre anni fa. Sono successe talmente tante cose negli ultimi tre anni che forse a elencarle farei uno sgarbo a tutte, perché ognuna avrebbe bisogno del suo colore. Mi piace pensare che senza quella sera di tre anni fa non sarebbero successe o comunque non così. Perciò grazie a voi due che ci avete pensato la prima volta, alle Schegge di Liberazione; c’è che ringraziate sempre tutti ma io, in effetti, non vi ho ringraziati mai.

(l’elena su fb)

Facciamo le cose che facciamo, come si dice, per la gloria. Ecco, la gloria è questa qua. E dà un senso alle cose che facciamo.

(Domani, se siete dalle parti del carpigiano, venite a trovarci.)


28 note Tags: lacrime grazie barabba26x1 ricorre

Quello lì è il vecchio mulino di Volgograd, unico edificio superstite dell’assedio della città. La foto l’ho fatta io, quest’estate, in viaggio di nozze. Oggi, solo per oggi, Volgograd torna a chiamarsi ufficialmente Stalingrado. Guardando un po’ in giro, e parlando con qualcuno del posto, nel limite del possibile, mi son fatto l’idea che non è che gli abitanti sarebbero poi così scontenti di tornare in via definitiva al vecchio nome.
(A Stalingrado ci sono delle statue molto grandi, alcune molto brutte, per non parlare delle pareti; ma ci sono anche delle scritte pomposissime, delle belle piazze, delle torrette di carri armati su dei piedistalli, e ci abbiamo visto un film di Tarantino doppiato in russo.)

Quello lì è il vecchio mulino di Volgograd, unico edificio superstite dell’assedio della città. La foto l’ho fatta io, quest’estate, in viaggio di nozze. Oggi, solo per oggi, Volgograd torna a chiamarsi ufficialmente Stalingrado. Guardando un po’ in giro, e parlando con qualcuno del posto, nel limite del possibile, mi son fatto l’idea che non è che gli abitanti sarebbero poi così scontenti di tornare in via definitiva al vecchio nome.

(A Stalingrado ci sono delle statue molto grandi, alcune molto brutte, per non parlare delle pareti; ma ci sono anche delle scritte pomposissime, delle belle piazze, delle torrette di carri armati su dei piedistalli, e ci abbiamo visto un film di Tarantino doppiato in russo.)


15 note Tags: Viaggio di Nozze l'odore della pietra ricorre forza compagni

La sola idea che Modena sia nello stesso mondo in cui ci sono le altre città, l’idea che sia raggiungibile mediante strade romane o ferrovie ad Alta Velocità, è una cosa che disturba il modenese. Il quale conserva una specie di mentalità isolana al centro di una pianura popolata, in un luogo dove ogni tanto la Storia ha pur da passare, a cavallo o sui carri armati (della Wehrmacht). Ecco, la Storia quando passa da Modena trova molto spesso gli scuri sprangati, non se la fila nessuno. È roba da forestieri, una cosa che dovrebbe succedere altrove, da noi no perché noi abbiamo cose più importanti da fare, l’apcaria, la torta Barozzi, l’aceto balsamico, un nuovo piano del traffico. E anche la Natura, ma cosa vuole da noialtri, si può sapere? La reazione standard del modenese al terremoto è l’incazzatura, be’ ma oh! un terremoto da noi? Sol che non scherzi. I terremoti devono stare a casa sua. San Geminiano, nascondici.

— (Attila è là fuori, nella nebbia - di Leonardo sul Post) (Quei fighini dei modenesi. Deve poi essersi fermato nel mio borgo selvaggio, Attila, perché leggenda vuole che Novi di Modena si chiami così per via dell’unno e della sua orda, che lasciarono in piedi nove case e in vita nove persone.)


8 note Tags: l'odore della blogsfera ricorre ah l'Emilia emiliani

Prima di partire, ho passato giorni interi a chiedermi come avrei retto il colpo trovandomi davanti all’evidenza dell’orrore. Non avevo capito niente. Non è la porta della morte che fa tremare le gambe, non la scritta del lavoro che rende liberi, non le rovine dei forni, il filo elettrificato, le baracche, i letti a castello: è tutto così familiare da far venire il nervoso. Fa impressione scriverlo, e forse leggerlo, ma davvero, Auschwitz e Birkenau sono familiari. […] Poi se lo cerchi, lo trovi, e se non lo cerchi, ti rovina addosso comunque, implacabile, il tuo personale punto di rottura: c’è chi lo trova nella baracca dei bambini, per alcuni è la cloaca, oppure è la foto di un bambino sorridente nel suo pigiama a righe, il nome di uno zingaro ripetuto sei volte, una rosa appoggiata da chissà chi su un gradino, il volto serio di un sopravvissuto durante le celebrazioni, cose così, ognuno ha il suo. Uno studente passeggia tranquillo insieme ai compagni di classe e non fa una piega per tutto il tragitto, d’un tratto si schifa e chiede “prof, ma si rende conto? dormivano coi topi”. Prima o poi, se lo cerchi, ma anche se non lo cerchi, arriva e ti apre in due, il tuo personale punto di rottura. Il mio lo trovo al museo di Auschwitz: una stanza con dentro due tonnellate di capelli.

— Un anno fa avevamo preso un treno per il paese della betulle: Birkenau. Avevamo provato a raccontarlo su No Borders Magazine. In due parti.


35 note Tags: ricorre ioricordo treno della memoria

La miglior biografia di Darby Crash, disegnata male da Gipi.
(Di solito l’otto dicembre la posto. Quando mi ricordo.)

La miglior biografia di Darby Crash, disegnata male da Gipi.

(Di solito l’otto dicembre la posto. Quando mi ricordo.)


19 note Tags: La Musica è finita l'odore della carta disegnini ricorre

(Lev Tolstoj, Guerra e pace, libro primo)
Dice che ieri hanno ricostruito la battaglia di Austerlitz. Chissà se uno dei novecento figuranti si è vestito da Bolkonskij. E chissà se poi è caduto, colpito, e si è messo a guardare il cielo, quel cielo incommensurabilmente alto, quel cielo infinito.

(Lev Tolstoj, Guerra e pace, libro primo)

Dice che ieri hanno ricostruito la battaglia di Austerlitz. Chissà se uno dei novecento figuranti si è vestito da Bolkonskij. E chissà se poi è caduto, colpito, e si è messo a guardare il cielo, quel cielo incommensurabilmente alto, quel cielo infinito.


9 note Tags: gente che sa scrivere ben(e)detto l'odore della carta ricorre


13 note Tags: forza compagni gente figa un bel po' l'odore della blogsfera ricorre cose di storia

(Thomas Bernhard, Il soccombente, 1983; Adelphi, 1985)
Splendidi ottantenni.

(Thomas Bernhard, Il soccombente, 1983; Adelphi, 1985)

Splendidi ottantenni.


5 note Tags: La Musica è finita l'odore della carta ben(e)detto gente che sa scrivere ricorre auguri

Mia madre l’indomani voleva prendere il treno, s’era fissata con questa idea, diceva a mio padre dai Imbeni, domani ci svegliamo presto e prendiamo quello delle nove, che ci vuole. Poi però si sono svegliati tardi, mia madre ci metteva un sacco di tempo a prepararsi, è una che ci ha sempre messo molto tempo.

Ritardi. (Trentadue anni fa, quella mattina là, la mia signora era a Bologna. Più o meno.)


26 note Tags: ricorre

(oggi, 26 luglio, tra le altre cose)

  • Son sette anni che sono un carpigiano, colpa della mia signora, di un premio nobel e di una matita.
  • Poi è uscito un elettrolibro di Leonardo (blogspot) sul terremoto, e dentro c’è scritta una roba che mi fa fare la coda di pavone.
  • (Dice anche che è il compleanno di quel buonuomo di Calamelli, e noi lo abbracciamo e lo ricopriamo di baci, quel buonuomo di Calamelli.)


10 note Tags: auguri cose così cose interessanti l'odore degli elettroni ricorre terremoto