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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati ricorre

Poi oggi è il centodiciannovesimo comple di Palmiro (nella foto mentre, colla Nilde, mangia una fetta della sua torta), ma non solo.

Poi oggi è il centodiciannovesimo comple di Palmiro (nella foto mentre, colla Nilde, mangia una fetta della sua torta), ma non solo.


19 note Tags: auguri ricorre forza compagni

(quando uno dice “la rivoluzione in un click”)

È troppo fottutamente facile comprare i libri elettrici su Amazon. Con un click. Non ti chiede neanche se sei sicuro. Click. Comprato. Che qualche dio li fulmini.

(Niente, nel giorno del pigreco ho preso la Guida Galattica Per Gli Autostoppisti a un euro e novantanove. C’è la promozione sul vecchio Doug, che domenica scorsa avrebbe fatto sessant’anni.)


5 note Tags: auguri l'odore degli elettroni ricorre gente che sa scrivere

abcdeeffe:

18 years ago Hank left us.
Well, not really.

C’era una tipa che una volta, tipo a dodici o tredici anni, scrisse un racconto dal titolo “il problema dei carpigiani è che non leggono Bukowski”. Poi, una decina d’anni dopo, mi è capitato di sposarla, quella tipa lì.

abcdeeffe:

18 years ago Hank left us.

Well, not really.

C’era una tipa che una volta, tipo a dodici o tredici anni, scrisse un racconto dal titolo “il problema dei carpigiani è che non leggono Bukowski”. Poi, una decina d’anni dopo, mi è capitato di sposarla, quella tipa lì.


9 note Tags: gente figa un bel po' gente che sa scrivere ricorre RIP

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.


21 note Tags: ricorre RIP gente figa un bel po' gente che sa scrivere intellettualoidismo techno logic

Oggi quell’uomo lì compie 49 anni. Ogni tanto mi chiedo quali siano state le cose davvero indimenticabili nella gioventù della mia generazione, mi viene sempre una risposta sola: Michael Jordan. Auguri, uomo volante.

Oggi quell’uomo lì compie 49 anni. Ogni tanto mi chiedo quali siano state le cose davvero indimenticabili nella gioventù della mia generazione, mi viene sempre una risposta sola: Michael Jordan. Auguri, uomo volante.


28 note Tags: gente figa un bel po' auguri ricorre

Sembran niente, delle volte, due anni.

Sembran niente, delle volte, due anni.


6 note Tags: auguri autocitarsi barabbate ricorre nasi rossi per tutti


Sono ferroviere. Cioè: ero, mi devo abituare a dire ero. Quando sono arrivato non mi hanno nemmeno fatto passare per il controllo regolare, sapevano già tutto, mi hanno portato dai capi per la registrazione e mi hanno chiesto di mimare che tipo di lavoro facevo in Italia per le Ferrovie. Zug! mi dicevano, io all’inizio non capivo, poi un sottoufficiale ha tradotto treno e allora Sì, ho detto, io sono un ferroviere e ne so di treni. Ma loro già lo sapevano.

Questa storia è ispirata alla vicenda di Domenico Schiavone, deportato al lager di Dortmund nel 1943, dove lavorava per il ripristino delle rotaie. Una volta, tra il fuoco tedesco e quello americano, preferì tornare nel campo e prenderle di santa ragione per aver tentato la fuga. Il 25 novembre 2010 è stato insignito di una medaglia d’oro alla memoria per la i sacrifici fatti durante gli anni di prigionia.

Sono ferroviere. Cioè: ero, mi devo abituare a dire ero. Quando sono arrivato non mi hanno nemmeno fatto passare per il controllo regolare, sapevano già tutto, mi hanno portato dai capi per la registrazione e mi hanno chiesto di mimare che tipo di lavoro facevo in Italia per le Ferrovie. Zug! mi dicevano, io all’inizio non capivo, poi un sottoufficiale ha tradotto treno e allora Sì, ho detto, io sono un ferroviere e ne so di treni. Ma loro già lo sapevano.

Questa storia è ispirata alla vicenda di Domenico Schiavone, deportato al lager di Dortmund nel 1943, dove lavorava per il ripristino delle rotaie. Una volta, tra il fuoco tedesco e quello americano, preferì tornare nel campo e prenderle di santa ragione per aver tentato la fuga. Il 25 novembre 2010 è stato insignito di una medaglia d’oro alla memoria per la i sacrifici fatti durante gli anni di prigionia.


13 note Tags: barabba26x1 ricorre

Il ventuno novembre del quarantatré, a Pietransieri, in Abruzzo, i tedeschi uccisero 128 persone che non avevano voluto abbandonare il paese. Si salvò solo una bambina di 7 anni, Virginia Macerelli, protetta da uno scialle e dal corpo morto della sua mamma.
Oggi c’è la fiaccolata.

Il ventuno novembre del quarantatré, a Pietransieri, in Abruzzo, i tedeschi uccisero 128 persone che non avevano voluto abbandonare il paese. Si salvò solo una bambina di 7 anni, Virginia Macerelli, protetta da uno scialle e dal corpo morto della sua mamma.

Oggi c’è la fiaccolata.


63 note Tags: ricorre barabba26x1 forza compagni

Ecco, mi ero dimenticato, me l’ha ricordato oggi suo figlio. Quattro giorni fa eran 40 anni esatti che Luciano non c’è più (sì, lo chiamo Luciano, mi ci sento in confidenza, ché la mia signora ci ha fatto la tesi, su Luciano, col mio computer, e io ero lì di fianco a lei, tutti i giorni, e ogni tanto la portavo a Grosseto a documentarsi, ma soprattutto a bere del Morellino e mangiare del cinghiale, tre, quattro volte l’anno). Quindi oggi son 40 anni e quattro giorni. E niente, ciao Luciano.
(PS: hanno ristampato la biografia scritta da Corrias. Non lo facevano tipo da vent’anni, di ristamparla. Leggetela, se avete voglia. È bellissima.)

Ecco, mi ero dimenticato, me l’ha ricordato oggi suo figlio. Quattro giorni fa eran 40 anni esatti che Luciano non c’è più (sì, lo chiamo Luciano, mi ci sento in confidenza, ché la mia signora ci ha fatto la tesi, su Luciano, col mio computer, e io ero lì di fianco a lei, tutti i giorni, e ogni tanto la portavo a Grosseto a documentarsi, ma soprattutto a bere del Morellino e mangiare del cinghiale, tre, quattro volte l’anno). Quindi oggi son 40 anni e quattro giorni. E niente, ciao Luciano.

(PS: hanno ristampato la biografia scritta da Corrias. Non lo facevano tipo da vent’anni, di ristamparla. Leggetela, se avete voglia. È bellissima.)


6 note Tags: RIP ciao gente che sa scrivere gente figa un bel po' intellettualoidismo ricorre