Your web-browser is very outdated, and as such, this website may not display properly. Please consider upgrading to a modern, faster and more secure browser. Click here to do so.

Poi oggi è il centodiciannovesimo comple di Palmiro (nella foto mentre, colla Nilde, mangia una fetta della sua torta), ma non solo.
È troppo fottutamente facile comprare i libri elettrici su Amazon. Con un click. Non ti chiede neanche se sei sicuro. Click. Comprato. Che qualche dio li fulmini.
(Niente, nel giorno del pigreco ho preso la Guida Galattica Per Gli Autostoppisti a un euro e novantanove. C’è la promozione sul vecchio Doug, che domenica scorsa avrebbe fatto sessant’anni.)

18 years ago Hank left us.
Well, not really.
C’era una tipa che una volta, tipo a dodici o tredici anni, scrisse un racconto dal titolo “il problema dei carpigiani è che non leggono Bukowski”. Poi, una decina d’anni dopo, mi è capitato di sposarla, quella tipa lì.

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

Oggi quell’uomo lì compie 49 anni. Ogni tanto mi chiedo quali siano state le cose davvero indimenticabili nella gioventù della mia generazione, mi viene sempre una risposta sola: Michael Jordan. Auguri, uomo volante.

Sono ferroviere. Cioè: ero, mi devo abituare a dire ero. Quando sono arrivato non mi hanno nemmeno fatto passare per il controllo regolare, sapevano già tutto, mi hanno portato dai capi per la registrazione e mi hanno chiesto di mimare che tipo di lavoro facevo in Italia per le Ferrovie. Zug! mi dicevano, io all’inizio non capivo, poi un sottoufficiale ha tradotto treno e allora Sì, ho detto, io sono un ferroviere e ne so di treni. Ma loro già lo sapevano.
Questa storia è ispirata alla vicenda di Domenico Schiavone, deportato al lager di Dortmund nel 1943, dove lavorava per il ripristino delle rotaie. Una volta, tra il fuoco tedesco e quello americano, preferì tornare nel campo e prenderle di santa ragione per aver tentato la fuga. Il 25 novembre 2010 è stato insignito di una medaglia d’oro alla memoria per la i sacrifici fatti durante gli anni di prigionia.

Il ventuno novembre del quarantatré, a Pietransieri, in Abruzzo, i tedeschi uccisero 128 persone che non avevano voluto abbandonare il paese. Si salvò solo una bambina di 7 anni, Virginia Macerelli, protetta da uno scialle e dal corpo morto della sua mamma.
Oggi c’è la fiaccolata.

Ecco, mi ero dimenticato, me l’ha ricordato oggi suo figlio. Quattro giorni fa eran 40 anni esatti che Luciano non c’è più (sì, lo chiamo Luciano, mi ci sento in confidenza, ché la mia signora ci ha fatto la tesi, su Luciano, col mio computer, e io ero lì di fianco a lei, tutti i giorni, e ogni tanto la portavo a Grosseto a documentarsi, ma soprattutto a bere del Morellino e mangiare del cinghiale, tre, quattro volte l’anno). Quindi oggi son 40 anni e quattro giorni. E niente, ciao Luciano.
(PS: hanno ristampato la biografia scritta da Corrias. Non lo facevano tipo da vent’anni, di ristamparla. Leggetela, se avete voglia. È bellissima.)