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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati sci fi

(hip hip Urania!)

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La cosa bella di Urania, di Urania ai tempi nostri, è che sembra essere l’unica branca della Mondadori che osa vendere gli ebook DRM FREE (che sono, con i Social DRM, condizione necessaria e sufficiente perché io acquisti dei libri elettrici legalmente). E quindi adesso si possono comprare, per la prima volta tutti insieme in due volumi (uno e due), TUTTI i racconti di Fredric Brown (che sono più di cento, e tra i quali c’è pure Sentinella, apparso per la prima volta ne Le meraviglie del possibile di Solmi e Fruttero) per due spicci o poco più.
E io l’ho appena fatto.
E sono molto contento.
E non vedo l’ora che arrivi la pausa pranzo.


8 note Tags: sci fi l'odore degli elettroni nerdismo cose belle


La CPU di RoboCop gira su MS-DOS, come si evince da quel command.com

(L’Antro Atomico del Dottor Manhattan - 20 cose che forse non sapevate su RoboCop; tra le quali: quando il film arrivò in sala, RoboCop aiutò ad arrestare un criminale vero. Nella città californiana di Sacramento, un ladro cercò di sfuggire agli agenti che lo inseguivano nascondendosi in un cinema. Ma il giuvinotto restò talmente affascinato dal film da non accorgersi che nel frattempo la sala era stata sfollata e attorno a lui c’erano solo poliziotti.)

La CPU di RoboCop gira su MS-DOS, come si evince da quel command.com

(L’Antro Atomico del Dottor Manhattan - 20 cose che forse non sapevate su RoboCop; tra le quali: quando il film arrivò in sala, RoboCop aiutò ad arrestare un criminale vero. Nella città californiana di Sacramento, un ladro cercò di sfuggire agli agenti che lo inseguivano nascondendosi in un cinema. Ma il giuvinotto restò talmente affascinato dal film da non accorgersi che nel frattempo la sala era stata sfollata e attorno a lui c’erano solo poliziotti.)


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Ghostbusters nasce dalle ceneri di un altro progetto, una trasposizione di Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams (/inchino). Ivan Reitman e i due associate producer Joe Medjuck e Michael C. Gross iniziano a lavorare con Adams (che sforna loro tre diverse proposte). Poi a un certo punto si pensa di tirare dentro Dan Aykroyd per fargli interpretare Ford Prefect. Ma Aykroyd ha questa idea nel cassetto di un film su dei tizi che acchiappano i fantasmi, e a Reitman, Medjyck e Gross non sembra poi malaccio…

— (L’antro atomico del Dr. Manhattan - 20 cose che forse non sapevate su Ghostbusters; aggiungo anche l’incipit del post, ché mi sembra esaustivo: «Ghostbusters - Acchiappafantasmi, è un altro film cult di quegli anni lì. Quegli anni lì che erano giusto un paio, una manciata di mesi in cui è uscito al cinema l’impossibile, si andava sedimentando l’immaginario di un’intera generazione. E di quella successiva. E di quella dopo ancora. Giusto per limitarci ai film già oggetto della rubrica 20 cose che forse non sapevate su e non spoilerare niente sulle prossime scelte, Ritorno al Futuro e I Goonies sono dell’85, Ghostbusters dell’84, Aliens - Scontro finale dell’86. REgazzini degli anni Duemila soocare.»)


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Così fu soltanto con l’avvento dei calcolatori tascabili che si scoprì la sorprendente verità. Cioè che i numeri scritti sui conti dei ristoranti entro l’area occupata dai ristoranti stessi non seguono le stesse leggi matematiche dei numeri scritti su qualsiasi altro pezzo di carta di qualsiasi altro luogo dell’Universo.
Tutto il mondo scientifico rimase scioccato da questa verità, che determinò una grandiosa rivoluzione. I convegni di argomento matematico che ebbero luogo da allora in buoni ristoranti furono talmente numerosi che molti degli uomini più geniali di un’intera generazione morirono di obesità o d’infarto, e la matematica segnò il passo per parecchi anni.
A poco a poco, però, il concetto venne assimilato. All’inizio era apparso troppo assurdo, troppo strampalato, troppo profano. Si aveva l’impressione che l’uomo comune potesse dire: Bella roba, anch’io so che i conti dei ristoranti sono incasinati. Poi furono inventate frasi tecniche come: Struttura di Soggettività Interattiva, e tutti i matematici ritrovarono la pace e la serenità.

— (Douglas Adams, La vita, l’Universo e tutto quanto; 1982)


20 note Tags: l'odore degli elettroni gente che sa scrivere sci fi

5 - Scott si impegnò con grande dedizione per riuscire a litigare ferocemente praticamente con tutte le persone impegnate nella realizzazione del film. Le condizioni estreme delle riprese - come 33 giorni consecutivi di riprese notturne trascorsi a ingollare il fumo sparato sul set - e gli atteggiamenti del regista gli alienarono praticamente da subito le simpatie della crew. Un’intervista rilasciata alla stampa inglese, in cui Scott dichiarava di preferire le maestranze inglesi, perché abituate ad eseguire gli ordini senza far storie, rispondendo solo un “Yes, gov’nor”, fece il resto. Gli uomini della troupe, capeggiati dal responsabile del trucco Marvin G. Westmore, che aveva letto l’intervista, si fecero stampare delle magliette con la scritta “Yes, gov’nor, my ass” sul davanti e altre robe goliardico-fescennine sul retro, e le indossarono sul lavoro. Scott reagì facendosene realizzare una con su scritto “Xenophobia sucks”. La tensione si tagliava ogni giorno sul set con un grissino tagliatonno, e molti membri della crew presero a chiamare il film Blood Runner.
19 - Sullo spinner, l’auto volante della polizia usata da Deckard e Gaff, si vede lo schermo di un computer. È lo stesso schermo apparso in Alien quando Ripley fugge dalla Nostromo. Per gli amanti dei gomblotti, è un altro chiaro segno del fatto che i due film siano ambientati nello stesso universo, messo lì trent’anni prima che venisse anche il resto.


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Era il 1978. Poi dice la fantascienza è una roba da nerd. Tsé. (via ello fizgherard su FF)

Era il 1978. Poi dice la fantascienza è una roba da nerd. Tsé. (via ello fizgherard su FF)


181 note Tags: sci fi nerdismo pensa te cose da non crederci

Il narratore spiega che a quel tempo la gente non lavorava più, perché pensavano a tutto i robot. Per tenere buona la popolazione e assicurarsi i voti, il governo terrestre faceva allora “trasmettere a tutte le ore delle trasmissioni ipnotiche, manipolando opportunamente le onde radiotelevisive per mantenere tutti in uno stato di serenità incosciente”. Che oh, fischi, se ci pensi è una roba bella pesa, da brividi. Meno male che è solo stupida fantascienza giapponese.

— (Capitan Harlock, episodio 1, in onda in Giappone il 14 marzo del 1978 e in Italia giusto un anno dopo, nell’aprile del ‘79. Per dire. - L’Antro Atomico del Dr. Manhattan)


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I Wachowski, a ogni film che scrivono, fondano una religione. Con Matrix riuscirono a riportare in voga la gnosi, non accadeva da una ventina di secoli. V per vendetta ha fatto arrabbiare Alan Moore (autore del fumetto originale) ma ha fornito ad anonymous e grillini una specie di manifesto, ideologicamente ambiguo quanto basta per trovarci tutto e il contrario di tutto. Quando ho visto il trailer di Cloud Atlas mi sono detto: l’hanno fatto di nuovo, stavolta hanno scoperto la metempsicosi. […] ecco, i nerd che dieci anni fa si bevevano la filosofia gnostica di Matrix mi sembrano pronti per cominciare a immaginare le loro vite precedenti e future: sono a quello snodo esistenziale in cui l’insofferenza per il nostro destino, se coltivata, può trasformarsi in allucinazione.

(Leonardo, su un portale di eventi di Cuneo, pensa te)

Il guaio principale con Cloud Atlas, religiosamente parlando, rispetto a Matrix (magari più il primo degli altri due) e V for Vendetta (dimenticatevi un attimo del fumetto e del suo papà barbuto), è la completa mancanza del mistero. In Cloud Atlas è tutto troppo chiaro e lineare, nonostante visivamente le storie si intreccino e si accavallino in modo forsennato per tutte le tre ore. E insomma: c’è lo spiegone, in parte esplicito, in parte facilmente deducibile; e c’è un finale chiuso e lieto. All’uscita del cinema, dopo Matrix (magari più il primo degli altri due; ma forse anche il secondo) potevamo star lì a chiederci ”e se ci fosse qualcosa, là fuori, che ci controlla?”, dopo V for Vendetta eravamo ancora lì a domandarci ”e se facessimo qualcosa, adesso, verso chi ci controlla?”, dopo Cluod Atlas, ahinoi, siamo lì a cercare di capire se ce ci è piaciuto, e a dirci: “ma te, ti sei accorto che il tal personaggio, nella tal epoca, era il tal attore truccatissimo?”. E torniamo a casa soddisfatti, magari, ma pieni di risposte.

(Comunque, ieri sera ero nello stesso cinema di Leonardo. Il piccolo cineforum con lui, nel parcheggio, è valso il biglietto.)


22 note Tags: l'odore della blogsfera l'odore della celluloide pandemie sci fi nerdismo

Stallone ti regge un film da solo semplicemente entrando in scena e aspettando che tutti si voltino.


5 note Tags: l'odore della blogsfera l'odore della celluloide ben(e)detto nerdismo sci fi non si esce vivi dagli anni '90

Un refuso nella didascalia iniziale di Terminator. Non so voi, ma da stasera il mio mondo è un po’ finito.

Un refuso nella didascalia iniziale di Terminator. Non so voi, ma da stasera il mio mondo è un po’ finito.


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