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Many in Wonderland

(cose così) di Marco Manicardi

Post taggati techno logic

In occasione del primo volo nello spazio, la Nasa spese ben diciotto milioni di dollari per la creazione di speciali articoli da cancelleria – in particolare, per le penne – che potessero funzionare in assenza di gravità.
«E voi come avete fatto?», chiesero gli americani ai loro rivali russi.
«Be’, noi usiamo le matite», risposero i russi.

— (Lev Danilkin, Gagarin, traduzione dal russo di Alessandra Carbone, Roma, Lit 2013, p. 7 - via Paolo Nori) (oh, Yuri) (Poi, se volete rovinare una bella storia con la verità, cliccate qui.)


49 note Tags: ben(e)detto l'odore della blogsfera techno logic

Uno ha un’idea e cinquant’anni dopo – grazie al lavoro di tantissime altre persone e alla costruzione di una macchina talmente complessa e bella che bisognerebbe andarci in visita come nelle cattedrali, per ammirarla e farsi schiacciare da quella grandezza anche senza capirne niente – viene fuori che quell’idea ha davvero catturato qualcosa dell’architettura della realtà, qualcosa così poco evidente, così sfuggente e strana, da essere rimasta nascosta per miliardi di anni, dall’origine dell’universo, fino a quando siamo arrivati noi primati evoluti, coi nostri strumenti, a stanarla.


20 note Tags: l'odore della blogsfera gente che sa scrivere ben(e)detto techno logic

Oggi, alle 14, salvo sorprese, un tizio di nome Felix Baumgartner […] si farà portare a bordo di una piccola capsula appesa a un pallone fino a circa 36,5 km di quota, e poi si butterà di sotto. Prima di aprire il paracadute Baumgartner si farà circa 5 minuti e mezzo in caduta libera, raggiungendo una velocità di 1110 chilometri all’ora e superando la velocità del suono.
[…] E non dite che è solo un tizio che si butta da una capsula: c’è sempre da imparare quando qualcuno sposta un po’ più in là la frontiera di quello che siamo in grado di fare. In fondo, anche Gagarin era solo un tizio che si faceva sparare in orbita da un razzo.

Keplero - Paracadutismo spaziale (io poi ho una certa venerazione per gli uomini volanti.)


35 note Tags: l'odore della blogsfera ben(e)detto techno logic

lo stesso scienziato che un anno vince l’Ig Nobel per aver fatto levitare una rana in un campo magnetico, dieci anni dopo può vincere il Nobel per aver trovato, giocherellando con un rotolo di nastro adesivo, un modo efficiente (e economico) per isolare il grafene. Come diceva Isaac Asimov (citato sul sito degli Annals of Improbable Research): “La frase più eccitante che ci può capitare di ascoltare nella scienza, quella che annuncia nuove scoperte, non è ‘Eureka!’ ma ‘È buffo…’”
[…] peccato che da queste parti i Monty Python e The Big Bang Theory non abbiano mai avuto molto successo. Siamo la patria mondiale dell’accademico trombone, preferibilmente umanista.


27 note Tags: l'odore della blogsfera techno logic sci fi

"Our service is new, and we are just working out the kinks."
Forse dovrei metterlo nel lapidario.

"Our service is new, and we are just working out the kinks."

Forse dovrei metterlo nel lapidario.


13 note Tags: RIP ciao nerdismo techno logic l'odore della blogsfera


10 note Tags: pensatealfuturo sci fi techno logic pensa te

E noi ci siamo anche stati, là, sulla luna, così lontani, a un secondo luce dalla Terra – sapevo cos’era un secondo luce, a quattordici anni, per dire – degli uomini ci avevano messo i piedi e poi erano tornati indietro a raccontarlo; e mio padre mi dice sempre che quel giorno lì qualcosa era cambiato nella testa delle persone: dal giorno dopo che l’uomo era stato sulla luna, lo spazio aveva perso una specie di magia e l’umanità era diventata importantissima, come concetto.

— Di quella volta, in terza media, che avevo scritto un tema molto bello sulla luna, secondo me. (Mi viene ancora il nervoso, quando ci penso.)


28 note Tags: ricorre techno logic citarsi addosso

Questo è il recupero del nostro server, a Medolla (se non ti ricordi, ero lì, mentre il mondo franava). Io ai vigili del fuoco, per come ho avuto a che fare con loro, e ultimamente ho avuto a che fare abbastanza con loro, quando finisce tutto una statuetta anche equestre la ferei.


32 note Tags: terremoto techno logic 2012 ah l'Emilia forza compagni

(soci barabbisti ex-tecnovillani)

(soci barabbisti ex-tecnovillani)


2 note Tags: barabbisti techno logic leggere della roba in pubblico

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.


21 note Tags: ricorre RIP gente figa un bel po' gente che sa scrivere intellettualoidismo techno logic