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“Our service is new, and we are just working out the kinks.”
Forse dovrei metterlo nel lapidario.
Un paio di mesi fa un certo Alessandro Forlani mi aveva mandato delle cose di fantascienza da mettere ne L’ennesimo libro della fantascienza (a proposito, avete ancora del tempo per mandarci dei contributi, pensate al futuro). Ecco, oggi leggo che un certo Alessandro Forlani ha vinto IL PREMIO URANIA 2012. Siamo contentissimi.
(Per sicurezza gli ho appena chiesto se è davvero lui. È davvero lui.)
Questo è il recupero del nostro server, a Medolla (se non ti ricordi, ero lì, mentre il mondo franava). Io ai vigili del fuoco, per come ho avuto a che fare con loro, e ultimamente ho avuto a che fare abbastanza con loro, quando finisce tutto una statuetta anche equestre la ferei.

Oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick, che posso considerare una specie di «scrittore preferito», anche se è da almeno un lustro, forse di più, che ho smesso di avere degli «scrittori preferiti». Però, niente, oggi sono trent’anni che è morto Philip K. Dick e quando è morto io avevo tre anni, a tredici penso di aver letto il mio primo suo libro, che era Blade Runner, cioè Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, e non ho più smesso. Fortuna che ne ha scritti tanti, di libri, molti dei quali davvero brutti. L’ultimo, Redenzione immorale, un libro francamente trascurabile, l’ho letto poco prima di compiere trentatré anni, qualche settimana fa. Mi manca da leggere la trilogia di Valis, perché ce l’ho lì sullo scaffale del salotto a prendere la polvere, ma la conservo tipo per la vecchiaia, credo, se mi chiedete il motivo, non so mica rispondere. Poi, boh, avrei voluto scrivere qualcosa, ma non mi viene in mente niente. Ci ha pensato Jonathan Lethem, dicendo tutto quello che c’era da dire su Dick, dalla bibliografia essenziale alla prosa discontinua, fino a quella strana perversione che prende tutti quelli che ne diventano fan, lui, Jonathan Lethem, per primo. Leggetelo, qui, è un bel pezzo. Il disegno lì sopra, invece, è di Robert Crumb. Per dire. Ciao PKD.
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