(domenica 25 marzo abbiamo presentato Prospektiva, il nuovo numero, il cinquantaquattresimo, allo Spazio Meme, a Carpi, un posto che se ci capiti, a Carpi, oltre al Museo Monumento al Deportato, dovresti assolutamente passarci, allo Spazio Meme, a fare una visita. Ho fatto un discorsetto, una ròba che a Carpi va di moda fare: è qua di seguito. Un po’ lungo, ma tant’è, come si dice dalle mie parti)
Ciao, buonasera a tutti, mi chiamo Fabrizio, Gabrielli di cognome, e per prima cosa mi viene di scusarmi per non andare a braccio e leggere tutto il mio intervento, che durerà con tutte le letture, una mezz’ora, minuto più, come si dice, minuto meno: l’imbarazzo credetemi è tanto, ma c’è che sono sotto trasloco e mi capita di dimenticarmi le ròbe, ho una vita un po’ inciafrojata, come si dice dalle mie parti, non vogliatemi male, se potete.
Io c’ero, come si dice dalle mie parti.
1 nota Tags: cose belle gente che sa scrivere una volta c'era googlereader intellettualoidismo
Non è che mi capiti tutti i giorni.
Ma negli ultimi due anni mi sarà capitato una ventina di volte. Che mi si chieda di scrivere una roba.
Tendenzialmente non la scrivo. A meno che non sia sotto alle 700 battute.
Oppure riciccio. Ricicciare è bello. Prendi qualcosa che hai già fatto e lo ricicci: a casa mia si dice così.
Una volta avevo raccontato com’era andata la nascita di Ester, che è mia figlia, e quindi com’era andato il parto di Agnese. Ester è nata in casa. Spoilero subito il finale: è nata in bagno. È nata in casa perché Agnese si sentiva più tranquilla che in ospedale, e la vedeva una cosa più naturale.
E, in tutta onestà, è indubbio che sia più naturale. Detto questo, ecco che riciccio.
Molto schematicamente, il riassunto della notte del 10 gennaio 2009, notte in cui Ester è nata. Dal punto di vista del padre.
(Leggetelo, che è un racconto di verità.)
1 nota Tags: una volta c'era googlereader gente che sa scrivere
Puntuale come il malditesta nel weekend ecco di nuovo il ficcante punto di vista sulla situazione della Grecia dal privilegiato osservatorio delle Marche, che mi chiedo io come fate a farne a meno. E vogliate notare anche il perfetto tempismo, ché adesso c’è Sanremo in tv e la Grecia nessuno sa più se sia fallita già o se se la sia comprata Celentano col suo compenso.
(Abbiamo portato benty su piste, raga.)
2 note Tags: cose belle forza compagni una volta c'era googlereader
Sull’epica forza dell’inerzia e la storica fedeltà dell’animale cane.
Quella che stai per iniziare è la grande storia del tunnel.
Ci sono voluti 3 giorni a farlo. Tu impiegherai al peggio 8 minuti a leggerlo. Non lesinare.
1 nota Tags: barabbisti cose da leggere una volta c'era googlereader
D: Poi arrivano XL di Repubblica, l’esperienza con Canemucco e Zuda Comics, il primo tentativo di approccio all’online della DC, anni prima del Superman muratore. “Cosa ti porti dietro di ciascuna di queste esperienze?”, ti chiederebbe un giornalista in gamba a questo punto. Non trovandone, la domanda te la faccio io: pagavano bene? Rimpianti?
ZC: Pagavano un sacco, la DC in particolare anche se il giorno stesso in cui ho firmato il contratto che prevedeva il pagamento in dollari ovviamente è scoppiata la crisi dei subprime e praticamente era come essere pagati con i soldi di pongo. Un sacco di soldi di pongo però. Solo che se ti ricordi come funzionava Zuda, il contratto lo vincevi quando ti votavano un sacco di utenti del sito, io chiaramente m’ero portato tutta la mia tribù a votarmi, mossa incauta visto che oltre al voto si poteva lasciare un commento. Quando alla DC hanno visto che avevo vinto con una bacheca piena di insulti alle major e di commenti equilibrati e di sicuro buon gusto tipo “VIVA POLPOT, MORTE ALL’AMERICA!” , inspiegabilmente si sono raffreddati nei miei confronti. E appena finito l’anno di contratto obbligatorio, non me l’hanno più rinnovato. (questa è la versione che racconto a me stesso per non dire che il fumetto faceva schifo)
(L’incontro al vertice tra il dr. Manhattan e Zerocalcare. Una tempesta di cervelli, come si dice.)
8 note Tags: una volta c'era googlereader gente che disegnano cose belle gente figa un bel po'
Lo vedo arrivare.
Lo vedo arrivare. Anche se lo nego, lo vedo arrivare. Quando me lo chiedevano, fino a un annetto fa, negavo: e ne ero convinto. Talvolta nego ancora, ma so di mentire. Nella prefazione a Mattatoio N. 5, Kurt Vonnegut racconta che il suo capoufficio rideva dei suoi sforzi di scrivere un romanzo contro la guerra. «Sa cosa rispondo quando uno mi dice che sta scrivendo un libro contro la guerra?», ironizzava. «Dico: perché non scrive un libro contro i ghiacciai, allora?». Ecco: avrei voluto scrivere un articolo contro la pirateria degli ebook; però continuo a pensare ai ghiacciai.
Se lo leggete tutto, secondo me fate bene.
(Grazie al signor pensieri spettinati per la segnalazione.)
Tags: una volta c'era googlereader intellettualoidismo l'odore della carta l'odore degli elettroni ben(e)detto
[…] Di’ la verità, l’hai proposto a un sacco di case editrici ma siccome nessuno l’ha voluto, adesso lo stai pubblicando su internet.
No, al contrario. Diverse case editrici da mesi mi chiedono di fargli leggere qualcosa del genere, ma io ho sempre rifiutato perché per una volta preferivo autoprodurmi, e così il libro uscirà su questo sito in formato elettronico.[…] Aspetta un attimo. Ti sei fatto il libro da solo? Oh no, vuol dire che sarà pieno di refusi. E poi nessuno ti ha fatto l’editing.
E invece una professionista del settore che collabora con due case editrici mi ha aiutato sia con l’editing che con la correzione delle bozze. Non la ringrazierò mai abbastanza.
L’apprendista libraio, il libro dell’apprendista libraio, esce domani. Solo che oggi mi è arrivata una mail proprio dall’apprendista libraio con scritto:
“In giro sull’internez si dice che è il tuo compleanno, auguri! Forse non si usa, ma non sapendo cos’altro regalarti ho pensato di mandarti una copia del romanzo che esce domani.”
Ecco, adesso, io sono molto, molto felice. Non so neanche come ringraziare a dovere.
L’apprendista libraio, il libro dell’apprendista libraio che esce domani, inizia con un esergo che fa così:
«Noi commessi ci crediamo chissà chi, come se fossimo meglio di tutti i clienti. Li guardiamo dall’alto in basso manco fossimo di una razza superiore. Be’, se davvero lo siamo, come mai lavoriamo qui?»
11 note Tags: una volta c'era googlereader grazie auguri l'odore degli elettroni gente che sa scrivere
(Fumetto di ridere.)
3 note Tags: disegnini gente che disegnano una volta c'era googlereader